L’AQUILA – Spunta una nuova grana giudiziaria prima di sbloccare la ricostruzione di palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale, opera da 14 milioni di euro che, tra riconteggi e ricorsi, ha già cambiato più di una volta la ditta aggiudicataria, allungando i tempi di 2 mila giorni persi.

Martedì prossimo, 15 settembre, il Consiglio di Stato, organo di secondo grado della giustizia amministrativa, discuterà l’istanza di revoca dell’ordinanza con cui, lo scorso 16 luglio, proprio il Consiglio ha sospeso d’urgenza l’esecutività di una sentenza del Tar del marzo precedente.

Un’ordinanza che, quest’estate, aveva portato sostanzialmente allo sblocco dei lavori perché fermava l’accoglimento del ricorso del raggruppamento di imprese composto dalla romana Sac e dall’aquilana Iannini che aveva portato all’annullamento dell’iniziale aggiudicazione dei lavori alla ditta aquilana Rosa Edilizia (in associazione temporanea con Ricci Guido Srl ed Elettroidraulica Silvi Srl).

Alla luce di questa mole di carte giudiziarie, sembrava vicina la firma del contratto e lo sblocco dei lavori che, però, ora tornano in bilico.

Gli avvocati di Sac-Iannini, Valentino Vulpetti e Cinzia Scopano, chiedono di ripristinare quanto deciso dal Tar, facendo tornare valido l’annullamento dell’aggiudicazione a Rosa, oppure, in subordine, di sospendere l’efficacia dell’aggiudicazione definitiva impugnata e soprattutto l’inibitoria all’eventuale stipula o esecuzione del contratto, insomma che non comincino i lavori.

Tutto questo in attesa dell’ultimissima tappa: l’udienza di merito, fissata il prossimo 16 dicembre, che decreterà l’aggiudicazione non più appellabile neanche per Cassazione.

Il progetto di Rosa, presentato al pubblico, prevede una nuova sala per conferenze e concerti sotto la piazza principale del colonnato, la scomparsa dello “scalone” di accesso dalla parte storica a quella moderna e la riscoperta del chiostro su cui è stato edificata la struttura.