L’AQUILA – Accessibilità di tutti gli edifici pubblici e privati, abbattimento di ogni barriera architettonica per città inclusive, fruibili a tutte le persone con disabilità.
Sono questi i punti centrali del protocollo d’intesa siglato dall’Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere (Usrc) e dalla Società italiana disability manager (Sidima), il 20 febbraio scorso, dopo una battaglia durata quattro anni portata avanti da Adriano Perrotti, costretto da trent’anni su una sedia a rotelle.
Perrotti ricopre la figura professionale del disability manager, che affianca le amministrazioni comunali nella costruzione di città totalmente inclusive e che dovrebbe poter agire all’interno del territorio in cui opera modificando la struttura architettonica, ma soprattutto la rete relazionale, garantendo un inserimento della persona disabile nelle attività quotidiane e ha creduto fortemente in questo progetto, nonostante i rallentamenti burocratici, i dubbi e tutte le difficoltà del caso.
In concreto, il documento, firmato dal titolare dell’Usrc, Paolo Esposito, dai coordinatori dei sindaci del cratere, Fancesco Di Paolo e Sandro Ciacchi e dal manager e presidente della Sidima, Rodolfo Dalla Mora, stabilisce di intraprendere uno scambio reciproco di idee e di proposte sui temi e sugli ambiti di interesse comune, collaborando per la realizzazione e la promozione di momenti formativi rivolti alla popolazione e ai professionisti, rivolti all’integrazione e alla non discriminazione delle persone con disabilità.
Gli ambiti di collaborazione puntano argomenti precisi: “promozione di una specifica sensibilità culturale per le problematiche connesse all’eliminazione delle barriere architettoniche, diffusione della conoscenza delle esperienze e delle soluzioni più rilevanti e innovative nella progettazione di spazi ed edifici pubblici pienamente fruibili, in accordo con i principi di progettazione accessibile e della convenzione dell’Organizzazione delle nazioni unite, sui diritti dei disabili”, si legge nel protocollo.
La convenzione non rappresenta alcun impegno onersoso per le parti.
Infatti, “i singoli interventi di collaborazione saranno oggetto di successivi accordi di volta in volta specificati, attivati dai singoli Comuni e dalla Sidima, previa approvazione degli organi di gestione di ciascuno, valutate le esigenze organizzative e di perseguimento delle primarie finalità istituzionali”.
“Sono molto soddisfatto, finalmente ce l’ho fatta – dice con orgoglio Perrotti ad AbruzzoWeb – Il protocollo ha lo scopo di applicare i principi dell’ accessibilità universale, detta anche Global design, alla ricostruzione pubblica dei Comuni del cratere, per questo è molto importante in un contesto dove il processo di ricostruzione non è ancora concluso. La Sidima, infatti, si occupa della tutela delle persone con disabilità, sia dal punto di vista lavorativo, sia dell’inclusione sociale e del superamento dei limiti architettonici”.
Inoltre, nel testo del documento è specificato che “nei progetti di nuova costruzione o ristrutturazione di edifici pubblici, verranno individuate congiuntamente soluzioni e accorgimenti progettuali più idonei ed efficaci per conseguire la migliore qualità degli interventi, ai sensi di quanto previsto dalla vigente normativa”.
“Con il protocollo partiranno di sette progetti pilota – spiega Perrotti – in altrettanti Comuni del cratere, che metteranno a disposizione una loro struttura pubblica, affinché nella ricostruzione si tenga conto dei principi della progettazione e dell’accessibilità globale”.
Questo risultato è stato possibile anche grazie a un’opera di sensibilizzazione, avviata da Paolo Esposito, che ha coinvolto i sindaci dei Comuni, riunendoli in tavoli di confronto e formando figure professionali, insieme a Perrotti, che possano affiancarli in questo percorso.
“Un plauso particolare va fatto alla tenacia del titolare dell’Usrc, è grazie a lui che si è riusciti a ottenere tutto questo, dopo diversi anni di lavoro, nonostante non tutto sia filato sempre liscio”, precisa il disability manager, che non ha alcuna intenzione di fermarsi.
“Il prossimo passo sarà quello di fare lo stesso protocollo con l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, affinché anche il capoluogo possa dotarsi di strutture pubbliche accessibili a tutti”, conclude.
L’accordo impegna tutte le parti fino al 31 dicembre 2018, con possibilità di tacito rinnovo di biennio in biennio, salvo una eventuale revoca scritta, da far prevenire non oltre 180 giorni prima della scadenza prevista.



