L’AQUILA – “L’assenza di una delega ad hoc per la ricostruzione dell’Aquila è in perfetta logica con il lavoro parlamentare fatto da me e Giovanni Lolli fino a ora e che ha prodotto la cosiddetta ‘legge Barca’ e il superamento dello stato di emergenza”.
Per l’ex parlamentare del Popolo della libertà, Marcello De Angelis, la mancata nomina di un sottosegretario dedicato alla ricostruzione dell’Aquila da parte del nuovo governo targato Enrico Letta non è un problema, anzi.
“La sua presenza – spiega ad AbruzzoWeb – sarebbe stato come fare un passo indietro di sei mesi e avrebbe ricreato una nuova sovrapposizione di livelli. I provvedimenti fatti da me e Lolli sono stati mirati proprio a restituire agli enti locali come la Regione le responsabilità sul processo di ricostruzione”.
L’Abruzzo ha incassato un sottosegretario, Giovanni Legnini, chiamato alla Presidenza del Consiglio, ma non c’è di fatto un abruzzese a fare da ponte per quanto riguarda la ricostruzione post-terremoto.
L’esclusione di Lolli, con il quale De Angelis ha seguito a livello parlamentare la questione terremoto, non è una “bocciatura”: “Lolli non è stato ‘bocciato’, è un termine che poco si addice a una persona che merita riconoscenza da parte del territorio e del suo partito. Che Legnini fosse in predicato per quel ruolo si sapeva da mesi”.
L’interlocutore privilegiato per le questioni legate alla ricostruzione, secondo De Angelis, deve a questo punto essere il ministro delle Infrastrutture, ma con una ‘sfumatura’ di Coesione territoriale, ministero indicato invece ad AbruzzoWeb dal parlamentare democrat.
“La soluzione migliore – dice – sarebbe prendere un funzionario della Coesione territoriale, che conocce già molto bene la situazione, e metterlo alle Infrastrutture. La Coesione è un’eccentricità inventata da Monti per dare un segnale alla Lega. Ma la ricostruzione dopo un evento naturale non attiene alla quel ministero bensì è legata al rilancio delle infrastrutture. Lolli ha indicato quella soluzione perché si basa sul fatto che noi abbiamo sempre dialogato con un gruppo di funzionari e tecnici del ministero retto allora da Fabrizio Barca, affidabili e preparati. Ma in termini istituzionali è più logico che tutto faccia capo alle Infrastrutture”.
Nessuna sorpresa per lui il non essere stato nominato come sottosegretario, così come volevano alcuni rumors. “Non ho mai fatto richiesta in questo senso – dichiara De Angelis – Quello che invece ho solo chiesto è stato di darmi la possibilità di svolgere un ruolo per la città, qualunque esso sia. Mi sono messo a disposizione e al momento non sto pensando a situazioni elettorali, voglio solo che non venga vanificato quel rapporto di fiducia e di squadra creato tra me e Lolli, antesignano se vogliamo rispetto a quello operato dall’attuale governo”.
Ruguardo la situazione attuale del processo di ricostruzione, l’ex parlamentare Pdl non lesina critiche alla passata gestione commissariale: “ho sempre ritenuto che la ricostruzione non sia questione di fondi ma di organizzazione. Non c’è un piano strategico e urbanistico. Si è passati da grandi momenti di illusione creativa a lunghi momenti di stasi, rotti solo da iniziative private. Parlo dell’amministrazione commissariale, che tutti dimenticano sia stata congiunta, con continui ‘scaricabarile’ tra l’allora commissario Gianni Chiodi e l’ex vice commissario Massimo Cialente. Questo è stato l’opposto di quello che abbiamo fatto io Lolli e il motivo che ha rallentato la ricostruzione. In questa fase almeno le responsabilità sono chiare e non ci saranno i margini per ulteriori rimpalli di responsabilità”.





