L’AQUILA – “Ci sono due vie per reperire dal prezzo della benzina i 5 centesimi al litro che potrebbero essere usati per la ricostruzione dell’Aquila, senza far salire il prezzo. Per questo, la proposta di legge d’iniziativa popolare tecnicamente non istituisce una tassa di scopo”.
Lo spiega il capogruppo del Pdl in Regione, Gianfranco Giuliante, partendo dal fatto che sui carburanti gravano ancora accise, ossia imposte aggiuntive, per compensare le spese per la guerra in Abissinia del 1935, la crisi di Suez del 1956 o il disastro del Vajont del 1963, oltre ai terremoti nel Friuli e in Irpinia, alluvioni e missioni all’estero.
“Sembra – spiega Giuliante – che dal 2007 queste accise siano state trasformate in entrate ordinarie dello Stato. Se così fosse, non si dovrebbe pagare più l’Iva al 20 per cento su di esse, e una frazione di Iva di 5 centesimi potrebbe essere stornata per la ricostruzione”.
Ma la situazione al momento non è chiara, e piuttosto che entrate correnti, le accise potrebbero essere rimaste ancora tali. “In questa seconda ipotesi – aggiunge il capogruppo Pdl – proporremmo di volturare a partire dalla più datata, quella sulla guerra in Abissinia, la stessa quota di 5 centesimi da girare all’opera di ricostruzione”.
“Nell’uno e nell’altro caso – sottolinea Giuliante – il prezzo finale della benzina non cambierà. Non so chi abbia la competenza per definire la questione delle accise, ma a noi non interessa più perché la proposta di legge indica come trovare senza costi aggiuntivi i 5 centesimi al litro in entrambi i casi”.



