L’AQUILA – “Il modello della ricostruzione pesante è totalmente fallito”.

Lo afferma il presidente dell’ordine degli ingegneri dell’Aquila, Paolo De Santis, in una lettera aperta rivolta a Gianlorenzo Conti, presidente degli architetti, che nei giorni scorsi aveva scritto al dirigente dell’area Sisma del Comune dell’Aquila Vittorio Fabrizi per annunciare il suo abbandono del tavolo tecnico della ricostruzione istituito dall’ente: “non merita la nostra partecipazione”, aveva detto Conti.

Secondo De Santis tra i responsabili del blocco della ricostruzione non va individuato il settore tecnico dell’amministrazione del capoluogo e Fabrizi ma il commissaio, Gianni Chiodi, e la Struttura tecnica di missione, coordinata da Gaetano Fontana.

“Non si può sottacere alla cittadinanza che l’ultima direttiva del commissario, pur in assenza di una specifica ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri, ha di fatto bloccato l’esame delle pratiche concernenti le parti private e l’esame delle integrazioni”, attacca De Santis.

“Ti chiedo di rivedere la tua scelta – dice De Santis a Conti – e di continuare a partecipare al tavolo, che è l’unico rimasto dopo l’inopitata interruzione del tavolo con la Stm, poiché non siamo stati invitati al tavolo tecnico del ‘giovedì’, dove al rappresentante del Governo è stata sempre presentata una situazione rosea”.

Il presidente degli ingegneri, però, riserva anche una critica al collega architetto: “Anche tu, nel mese di settembre, hai condiviso con Chiodi e con il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, la scelta di non dare più proroghe per la presentazione delle pratiche, pur alla presenza di un accordo con il commissario”.

“Oggi mi chiedo – conclude De Santis – di fronte al blocco totale della ricostruzione ciò a chi ha giovato?”

LA LETTERA APERTA DI DE SANTIS

Caro Gianlorenzo, ho letto con stupore la tua lettera, non per il contenuto, ma perché indirizzata all’ingegner Vittorio Fabrizi.

Ritengo che i destinatari della tua lettera debbano essere ben altre persone e ti spiego le motivazioni.

Condivido molti punti elencati nella tua lettera, ma ti ricordo che gli incontri avuti con l’ingegner Fabrizi, hanno riguardato solo aspetti tecnici che poi dovevano essere sottoposti alla Stm, come per altro e per ultimo l’aggiornamento della convenzione per le parcelle degli edifici classificati “E”.

L’ingegner Fabrizi di certo non ha bisogno della mia difesa, saprà ben rispondere a quanto con testato.

Gli argomenti da te trattati riguardano la maggior parte, le competenze politiche del commissario per la Ricostruzione e dei comuni del cratere sismico, voler addossare responsabilità a chi non ha colpa, può significare, ancora una volta, la ricerca di un continuo capro espiatorio.

Dobbiamo avere il coraggio di affermare con forza che il modello della ricostruzione pesante è totalmente fallito.

Il percorso virtuoso è quello di unire le forze per dire chiaramente ai cittadini le prospettive di una ricostruzione veloce e sicura.

Non si può sottacere alla cittadinanza che l’ultima direttiva del commissario, pur in assenza di una specifica Opcm, ha di fatto bloccato l’esame delle pratiche concernenti le parti private e l’esame delle integrazioni.

Ciò sta creando una dualità asimmetrica del cittadino dell’Aquila rispetto a un altro del cratere sismico, che non può essere più tollerato.

Anche tu nel mese di settembre hai condiviso con il commissario per la Ricostruzione e con il sindaco dell’Aquila la scelta di non dare più proroghe per la presentazione delle pratiche, pur alla presenza di un accordo con il Commissario.

Oggi mi chiedo di fronte al blocco totale della ricostruzione ciò a chi ha giovato?

Per i motivi di cui sopra, ti chiedo di rivedere la tua scelta e di continuare a partecipare al tavolo che, è l’unico rimasto dopo l’inopitata interruzione del tavolo con la Stm, poiché non siamo stati invitati al tavolo tecnico del ‘giovedì’, dove al rappresentante del Governo è stata sempre presentata una situazione rosea. Che dire!!!!

All’ingnegner Vittorio Fabrizi, pur nelle difficoltà nelle quali opera e dove noi siamo costretti a operare, per il caos normativo e per l’inadeguatezza delle strutture comunali, va la mia solidarietà perché è l’unica persona che finora ha mostrato attenzione e metodo nell’affrontare i numerosi problemi della ricostruzione.