L’AQUILA – C’è preoccupazione nei comuni del “cratere” per la paralisi che stanno vivendo gli uffici tecnici che dovrebbero esaminare le pratiche della ricostruzione post-terremoto.
Dal 28 febbraio scorso, infatti, fatta eccezione per L’Aquila, che ha potuto contare su una deroga inserita nell’ultima legge di Stabilità, sono cessati i contratti per il personale precario legato al sisma, mentre gli Uffici territoriali delle otto aree omogenee hanno ancora bisogno di un periodo di messa a punto.
Uno spiraglio potrebbe essere rappresentato dall’emendamento approvato dal Senato unitamente allo stanziamento di 1,2 miliardi, che ha previsto la proroga di tale personale per tutto il 2013, che però deve ancora passare all’esame della Camera e quindi diventare efficace.
Gli Utr, dal canto loro, stentano a entrare a regime, cosa per certi versi comprensibile se si considera che solo a fine maggio si sono definite le assegnazioni definitive dei vincitori del “concorsone” e che per diversi mesi si dovrà procedere alla formazione del personale.
In buona sostanza, tolta la prossima pausa agostana, il 2013 è di fatto un anno di rodaggio per queste strutture, che si troveranno a fronteggiare nel complesso un numero di pratiche grossomodo equivalente quello del Comune dell’Aquila, ma senza poter contare su un apparato burocratico equivalente.
In un tale quadro, accade che gli uffici tecnici dei comuni, a corto di risorse tecniche interne, per tutto il 2013 si trovano in un sorta di limbo per quanto concerne le istruttorie.
I sindaci del cratere hanno manifestato la necessità di definire al più presto il rinnovo dei precari che inseriti negli organici comunali fino a quattro mesi fa, chiedendo anche la temporanea assegnazione part-time di personale dell’Utr per fargli conoscere il territorio e testarne “sul campo” la preparazione, aiutandoli nel percorso di formazione.
Il direttore dell’Ufficio speciale del cratere, Paolo Esposito, ha intanto disposto con proprio provvedimento che i comuni possono anche continuare a esaminare fino a tutto il 2013 le pratiche degli immobili localizzati al di fuori delle perimetrazioni dei centri storici: è una corsa contro il tempo per non gettare all’aria quest’annata, che la burocrazia rischia di fagocitare.
Il coordinatore di sindaci, Emilio Nusca, da parte sua, continua a ribadire comunque la centralità degli Ufficio territoriali per la ricostruzione, auspicandone al più presto l’entrata a regime. (red)



