L’AQUILA – Ottimismo sì, ma con molta moderazione.

La promessa di finanziamento di 1 miliardo di euro nel giro di 15 giorni per la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del “cratere” sismico strappata questa mattina a Palazzo Chigi, a Roma, nel corso di un incontro tra i sindaci del cratere con in testa il primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente, e il sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri Antonio Catricalà, ha suscitato gioia a cominciare dal sindaco aquilano, che si è detto contentissimo e ha di fatto ammesso che a breve ci saranno soldi freschi per rimettere in moto una macchina ferma da troppo tempo, ma anche cautela, visto che di documenti o carte firmate non ne sono uscite.

“Andiamoci piano – commenta ad AbruzzoWeb il vice sindaco di Rocca di Mezzo (L’Aquila), Emilio Nusca, coordinatore dei primi cittadini del cratere – non perché io non mi fida delle istituzioni, ci mancherebbe. Catricalà ci ha ascoltati, Cialente è stato molto chiaro, quindi sostanzialmente l’incontro è andato bene, ma adesso il governo deve trovare i soldi, perché c’è stata una accelerata della ricostruzione. I soldi che abbiamo ricevuto fino a oggi sono già di fatto impegnati in progetti cantierabili, probabilmente a Roma si pensava fossimo più lenti, ma il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, grazie al nuovo assetto di governance della ricostruzione, ha fatto in modo di velocizzare tutto”.

“Con i soldi del Cipe copriamo la metà dei cantieri pronti a partire – continua Nusca – è chiaro che tanti altri progetti avranno bisogno di istruttoria, ma è presumibile che nell’autunno potremmo essere in crisi se non dovesse arrivare una soluzione a lungo termine, ma la disponibilità è legata alla Cassa depositi e prestiti che fa da ammortizzatore. Lo stesso modello vale per l’Emilia terremotata, perché non per noi?”.

“C’è una ricostruzione molto complessa da aggiustare – spiega ancora – per questo c’è da essere moderatamente ottimisti. Qui c’è da rinegoziare tutto l’impianto della ricostruzione con il nuovo governo, va impostato un discorso concreto e che guardi all’Aquila come a una città che avrà un bisogno costante di fondi. È arrivata l’ora di dire basta alle soluzioni tampone”.

Stessa pensiero per Lanfranco Chiola, sindaco del comune di Cugnoli (Pescara).

“L’ottimismo c’è – afferma – con Catricalà le cose sono state chiarissime, o almeno così mi sono sembrate. Da parte del governo centrale c’è la massima disponibilità per L’Aquila e i comuni del cratere, abbiamo strappato questa promessa e ora non possiamo fare altro che aspettare i fondi. Da dove escono? Spetta a Roma capire tempistiche, dicono 15 giorni, e modalità di erogazione”.

“Il ministro Barca sta facendo il possibile in un governo in dirittura d’arrivo – conclude Chiola – per quel che mi riguarda sono fiducioso. Non è un’ultima spiaggia, o meglio speriamo non lo sia”.