L’AQUILA – Consorzi, professionisti e imprese dell’Aquila contro la Tercas che, attaccano, rallenta le pratiche di ricostruzione: è già pronto un esposto da presentare alla Banca d’Italia e gli avvocati studiano possibili richieste di risarcimento.

A seguito della concessione del contributo definitivo per la ricostruzione, questi soggetti hanno aperto un conto corrente dedicato presso la sede aquilana di Tercas ma ora lamentano il rifiuto dell’istituto bancario di procedere alla liquidazione degli stati di avanzamento dei lavori (i cosiddetti Sal) e delle somme spettanti ai professionisti in assenza della “previa vidimazione” da parte degli uffici Comunali.

Si tratta di quegli interventi di ricostruzione attraverso il finanziamento cosiddetto “agevolato”, regolato dalla convenzione tra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e la Cassa depositi e prestiti del 2 settembre 2010, per i quali non è previsto alcun obbligo di vidimazione degli uffici comunali.

L’ok del comune ci vuole, invece, per le pratiche regolate dal differente accordo tra Abi e Comune dell’Aquila del 18 marzo 2013, che disciplinano l’utilizzo dei fondi di cui alla delibera Cipe del 21 dicembre 2012, nonché dei fondi per la ricostruzione che verranno man mano trasferiti successivamente a quella data, i cosiddetti finanziamenti “diretti”, mai digeriti dal “cratere”.

Secondo quanto riferito ad AbruzzoWeb, la Tercas avrebbe richiesto sul punto un parere al settore Legale del Comune dell’Aquila, che avrebbe confermato la non obbligatorietà della previa vidimazione per i soggetti che hanno la “fortuna” di poter procedere con un finanziamento agevolato. Un orientamento che è stato confermato anche dagli uffici comunali della ricostruzione privata.

Ciononostante, la Banca Tercas si rifiuta di procedere al pagamento delle fatture regolarmente presentate dai titolari dei conti correnti, causando rallentamenti nell’evasione delle pratiche, danni alle imprese e ai consorzi, e ritardi nella stessa ricostruzione.

Questa situazione ha spinto alcuni correntisti a predisporre un dettagliato esposto che verrà trasmesso a Bankitalia per denunciare la condotta “scorretta e illegittima” dell’istituto teramano.

Allo stesso tempo i legali rappresentanti dei Consorzi e delle imprese coinvolte hanno già incaricato i propri legali di fiducia per dare avvio alle azioni legali tese al risarcimento dei danni subìti per l’inadempimento contrattuale.

Altri legali stanno pensando di inoltrare richiesta di chiudere il conto corrente e riavviare la pratica in un’altra banca, ma stanno prima valutando se questa procedura potrebbe comportare il rischio di compromettere il finanziamento.