L’AQUILA – “Grazie alle recenti dichiarazioni di Barca abbiamo la conferma che i fondi per la ricostruzione non ci sono”.
Lo ha affermato il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, consigliere comunale d’opposizione all’Aquila, in riferimento alla recente audizione al Senato dell’ormai ex ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, nella quale quest’ultimo aveva dichiarato che “l’importo necessario è pari a 1 miliardo di euro mentre quello complessivo 10,7 miliardi”.
L’istanza di De Matteis ha avuto il merito di riunire quasi completamente le frammentate opposizioni nella conferenza stampa tenuta presso la struttura di fianco la sede del Comune, che comprende anche la nuova aula consiliare dove si terrà il Consiglio comunale di domani. Mancava infatti solo Guido Liris (Popolo della libertà).
Gdm ha detto a gran voce di volere un Consiglio straordinario sulla quantificazione delle risorse finanziarie per la ricostruzione, “che non può essere solo uno dei tanti argomenti inseriti nell’assemblea di domani”.
“C’è bisogno di una seduta specifica per trattare l’argomento – ha affermato – perciò chiederemo che la seduta straordinaria sia posticipata di una settimana, quando avremo un ministro o chi dal governo verrà delegato, con la speranza che porti con sé non più favole come Barca ma spendibilità reale”.
Nella seduta di domani, infatti, su richiesta dei consiglieri Emanuele Imprudente, Daniele Ferella, Alessandro Piccinini, Vito Colonna, Angelo Mancini, Enrico Verini, Vincenzo Vittorini ed Ettore Di Cesare, oltre che lo stesso De Matteis, è stata messo nell’ordine del giorno la “quantificazione delle risorse finanziarie residue e la certezza finanziaria per la ricostruzione della città dell’Aquila e dei Comuni del cratere sismico”, argomento che ora i richiedenti vogliono far slittare per dedicarvi un’intera riunione.
Per questa causa si sono uniti, così come avverrà domattina, alcuni dei candidati sindaco delle ultime elezioni amministrative del maggio 2012. Mancini (Italia dei valori-L’Aquila oggi), Verini (Futuro e libertà), Properzi (Domani L’Aquila, pure lui tuttavia presente a Roma con Cialente) e lo stesso De Matteis (L’Aquila città aperta), insieme agli altri consiglieri di opposizione e ad altri due candidati sindaco dei gruppi L’Aquila che vogliamo (Vittorini) e Appello per L’Aquila (Di Cesare), tutti assieme per la prima volta sosterranno la stessa istanza.
Grande assente il pidiellino Liris, coerentemente con la sua adesione alla “marcia delle carriole” (la manifestazione organizzata dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, davanti a palazzo Chigi in occasione dell’incontro con l’ex sottosegretario Antonio Catricalà, denigrata a gran voce soprattutto da De Matteis). L’assessore provinciale della giunta Del Corvo mancava sia nella conferenza che tra i richiedenti della convocazione.
Scagliandosi senza troppi giri di parole contro Barca e Cialente, “sapevano e sanno benissimo che mancano i fondi di cui si parla”, De Matteis è tornato sul fatto che i due “hanno preso e continuano a prendere per i fondelli gli aquilani”.
“Barca – ha infatti argomentato il vice presidente, sbobinato dell’intervento alla mano – ha parlato con chiarezza del meccanismo del Cipe. I 500 milioni stanziati sono infatti esattamente quelli che dovevano annualmente essere stanziati. Tra l’altro i fondi sono solo giuridicamente disponibili, non materialmente. Quello che emerge, quindi, è ciò che diciamo da più di un anno, ovvero che i soldi non ci sono, e questo il ‘signor Bonaventura’ (come dall’episodio di palazzo Chigi chiama il sindaco, ndr) lo sapeva bene”.
In ultima analisi, la proposta che De Matteis ripete da tempo ormai, “se c’è questo miliardo di cui si parla, venga trasferito subito sulla Cassa depositi e prestiti. C’è bisogno di un cambio di strategia reale perché quella utilizzata fino a ora è clamorosamente fallimentare, una per tutte, il fatto che non sia mai esistita una legge sulla ricostruzione”.
Sulla new entry dopo il ministro Barca, per De Matteis “nessuna preferenza in particolare. Basta che faccia il suo lavoro”.





