L’AQUILA – “Questa inaugurazione parziale e tardiva non dovrebbe essere occasione di festa, ma di vergogna per il commissario di una ricostruzione che non decolla”.
Questo il velenoso giudizio del comitato cittadino 3e32 dell’Aquila sulla cerimonia di riconsegna delle prime case popolari Ater del capoluogo ricostruite dopo il sisma.
“Un tappeto rosso copre il marciapiede di cemento crepato e la soglia di marmo dell’ingresso segnata e spaccata come due anni fa – così gli esponenti del comitato descrivono la scena – Un rinfresco abbondante all’ombra di un gazebo a cui partecipa qualche decina di persone: politici, tecnici della Protezione civile, giornalisti”.
Sotto accusa il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che, secondo la nota, “mentre si nega alla piazza aquilana nei confronti pubblici con cittadini, istituzioni e ordini professionali (non ha mai partecipato alle assemblee in piazza, ndr) trova il tempo per celebrazioni come questa”.
“Si pretende – sbotta il 3e32 – che sia una festa la restituzione di una palazzina di otto alloggi, di cui in realtà solo cinque di proprietà Ater, per un totale di tre inquilini presenti all’inaugurazione. Una festa per dire che meno dell’un per cento delle 800 case Ater classificate ‘A’, ‘B’, ‘C’ viene restituito a inquilini anziani che hanno atteso due anni la riparazione di una casa classificata ‘B’, in mezzo a un deserto desolante di case ‘E’, dove neanche ora potranno tornare perché i lavori non sono terminati, perché il gas non è stato ancora riattivato, perché non riusciranno a raggiungere col peso dei loro 80 anni di media e le gambe malferme i piani alti di una palazzina senza ascensore”.
“La riparazione, infatti, come rivela la figlia di una delle inquiline – svela il comitato – non ha previsto la messa in opera di un ascensore, né nuovi infissi, che gli inquilini si sono pagati da soli, né la rimozione dei serbatoi di eternit nelle soffitte, né la sistemazione di una vecchia cisterna, forse per il gasolio, negli scantinati del palazzo”.
Per i cittadini insorti, insomma, si tratta della “ennesima operazione di facciata cui ben volentieri si prestano il presidente e commissario Chiodi (assente il suo vice Cicchetti), il vicepresidente vicario del Consiglio regionale De Matteis e l’assessore Giuliante”.
“Peccato che le decine di inquilini di case ‘A’, che da oltre due anni aspettano di poter tornare nelle loro case agibili, e per le quali da tempo ci sono i fondi stanziati – conclude la nota – non possano partecipare a questa festa, che un minimo di pudore e serietà avrebbe sconsigliato, vista la palese dimostrazione dell’inefficienza della struttura commissariale da cui è dipeso il ritardo nell’attribuzione delle competenze per la gestione dei fondi e dunque il conseguente, enorme ritardo con cui le case verranno restituite ai cittadini”.



