L’AQUILA – Giornata di polemiche, botta e risposta e di accuse. Dopo le dimissioni da vice commissario Massimo Cialente non ha perso tempo per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, prima durante le celebrazioni in onore dei martiri aquilani e poi in Consiglio comunale.
“Mi scavalcavano, nelle decisioni importanti non mi hanno coinvolto” ha dichiarato il primo cittadino del capoluogo.

Dopo un iniziale no comment il capo della Protezione civile Guido Bertolaso non ha esitato a definire l’addio di Cialente alla Sge “fuori tempo”.

In serata sono arrivate le dichiarazioni del neo vice commissario alla ricostruzione Antonio Cicchetti che, in un’intervista rilasciata a Famiglia cristiana, ha affermato: “Sono un manager, sarò imparziale”.

CICCHETTI: ”SONO MANAGER, SARO’ IMPARZIALE”

L’AQUILA – “Sono un manager e non un politico. Sono neutrale. Chiodi aveva bisogno di una mano e io ho accettato”. Dobbiamo “avviare la ricostruzione, organizzando una squadra efficiente che abbia chiare indicazioni politiche dal governo, dalla Regione e dai Comuni, che hanno ampi poteri. La prima cosa da fare è mettere mano alla ricostruzione del centro storico dell’Aquila e spendere in modo piu’ razionale i soldi che ci sono”.

Antonio Cicchetti, il direttore amministrativo dell’Università Cattolica nominato vice commissario per la ricostruzione, chiarisce a Famiglia Cristiana le ragioni che lo hanno convinto ad accettare un incarico così delicato e complesso, rinunciando, rivela, alla direzione amministrativa dell’Università Cattolica. Gli attacchi di questi giorni non lo spaventano: “il presidente della Regione – ricostruisce – me lo ha chiesto in luglio, e io ho accettato. Sono consapevole che non tutti hanno preso bene la mia nomina. I veleni sono purtroppo normali e corrono veloci”.

Cicchetti assicura però che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, però, non si è dimesso in polemica con la sua nomina: “me lo ha anche scritto”, dice nell’intervista.  “Lui – aggiunge – pensa che si dovesse procedere in un altro modo”.

Nè con la nomina c’entra l’amicizia con Gianni Letta: “lo conosco da anni, credo che lui mi stimi. Sa quello che ho fatto all’Università Cattolica e al Policlinico Gemelli. Non è un peccato essere amico di Letta, ma non è per l’amicizia che mi hanno chiamato”, spiega sottolineando che nel dopo terremoto “di confusione se ne sta facendo parecchia. Bisogna abbassare i toni, parlare con maggiore responsabilità e collaborare mettendosi in testa che gli unici nostri referenti sono i cittadini che non hanno le case”.

Quanto alle presunte incompatibilità, Cicchetti chiarisce: “ho costruito 12 anni fa il Golf club di Santi di Preturo. Se ci sono incompatibilità con questo e altri incarichi sono pronto a risolvere immediatamente ogni conflitto di interessi e incompatibilità di diritto e di fatto. L’incarico che ho avuto è una cosa seria a cui dedicherò tutto il mio tempo. Se devo rinunciare a qualcosa rinuncerò”.

Infine, nell’intervista, Cicchetti corregge le notizie inesatte circa il suo coinvolgimento nello “scandalo” della Perdonanza: “sono stato riconosciuto – afferma – parte lesa con diritto al risarcimento da una sentenza della Corte d’appello. Il responsabile del buco di bilancio è un altro ed è stato condannato a 2 anni e 7 mesi per falsificazione di atti e ad un risarcimento nei miei confronti. La Corte dei conti a me, presidente onorario delle Perdonanza, ha chiesto un risarcimento di 2500 euro a favore del Comune dell’Aquila per responsabilità oggettiva, senza dolo”.

BERTOLASO: ”PIU’ DETERMINAZIONE DELLE COMUNITA’ ABRUZZESI”

L’AQUILA – “Le Comunità locali abruzzesi devono ritrovare quella “determinazione dei primi mesi” perché gestire la ricostruzione è un compito “molto più difficile” che gestire l’emergenza.

Così il capo della Protezione civile Guido Bertolaso è tornato a commentare, dai microfoni di “Radio Anch’io”, la situazione in Abruzzo dopo le polemiche sulla ricostruzione.

Il dibattito sul tema si è improvvisamente rinvigorito dopo le dimissioni di Massimo Cialente da vice commissario, che Bertolaso non ha voluto commentare.

Lo stesso sindaco dell’Aquila, intervenuto a una cerimonia di commemorazione, ha assicurato che continuerà a impegnarsi per la città come ha sempre fatto, ricordando però che da vice commissario veniva “poco coinvolto e spesso scavalcato”, e perciò non ha potuto far altro che tagliare la corda.

Ai commissari tout-court e al nuovo nominato Antonio Cicchetti, definito ironicamente “Superman”, si oppone il Partito democratico, che per bocca del parlamentare Gianni Lolli ha annunciato l’avvio di una lotta per ridurre la struttura commissariale al solo Gianni Chiodi e far gestire la ricostruzione agli Enti locali, adeguatamente supportati da una legge ad hoc.

Intanto è stata fissata la data per il terzo tentativo di Consiglio regionale sulla ricostruzione, martedì prossimo, 28 settembre, alle ore 11. La prima volta l’assemblea è stata interrotta dall’invasione dei comitati aquilani, la seconda si è sciolta per mancanza del numero legale dopo la bufera giudiziaria, stavolta all’Emiciclo si spera sia la volta buona.

BERTOLASO: ”NO COMMENT SU DIMISSIONI CIALENTE”

Bertolaso non ha commentato le dimissioni del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente da vice commissario dopo la nomina di Cicchetti ma ha sottolineato che sta accadendo “quel che ripeto da mesi: si è passati da una prima fase emergenziale in cui tutti si sono rimboccati le maniche a una seconda, molto più complicata e difficile dove è svanito l’entusiasmo e la determinazione di primi mesi”.

“Svanisce l’attenzione – ha detto ancora – e si rischia che le comunità locali si chiudano in se stesse e comincino a litigare e a discutere su quelle che sono le modalità per andare avanti”.

Le realtà locali, secondo Bertolaso, “si dovevano dunque attrezzare, e forse lo hanno fatto, per sostenere l’impatto di una responsabilità che in certi momenti sembra apparire più alta di quello che realmente è”.

Il capo della Protezione civile ha ribadito poi che il governo non abbandonerà l’Abruzzo.

“Quello di dire che il governo si sia dimenticato dei problemi è un esercizio che registriamo in qualsiasi parte del nostro paese ma posso assolutamente escludere – ha concluso – che c’é stata una distrazione da parte dei ‘palazzi’. Il sottosegretario Gianni Letta è ogni settimana in Abruzzo, incontra a Roma Enti locali e parlamentari abruzzesi e mi inonda di carte finalizzate a risolvere i problemi sollevati dagli abruzzesi”.

Alla trasmissione è intervenuto anche il sindaco Cialente che ha ribadito le motivazioni delle sue dimissioni. “Con la nomina di Cicchetti a commissario – ha detto – cresce ancora di più la confusione sulla governance della gestione dell’emergenza e della ricostruzione”

.BERTOLASO, PROTEZIONE CIVILE: “CIALENTE FUORI TEMPO”

L’AQUILA – “Le dimissioni del sindaco dell’Aquila da vice commissario per la ricostruzione in Abruzzo arrivano “fuori tempo” perché Massimo Cialente “é stato tenuto al corrente minuto per minuto di quelle che erano le modifiche che si intendevano apportare” alla struttura commissariale, “anche su sua richiesta”.

Così il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso risponde al primo cittadino aquilano che si è dimesso dall’incarico denunciando “confusione” per la governance della ristrutturazione.

“Le dimissioni di Cialente giungono a sorpresa – afferma – e mi auguro che riconsideri la sua posizione perché tutto il lavoro che ha portato alla nuova architettura della struttura commissariale è un lavoro condiviso. E che ha visto impegnati in prima persona Gianni Letta, con il presidente della Regione, con la Provincia e con lo stesso Cialente, che è stato tenuto al corrente minuto per minuto di quelle che erano le modifiche che si intendevano apportare anche su sua richiesta”.

Bertolaso ricorda che il sindaco dell’Aquila “ha partecipato alle varie riunioni che si sono tenute a Roma su questa problematica” e dunque “denunciare oggi all’improvviso confusione, incertezza ed equivoci mi pare francamente un po’ fuori tempo”.

“Poteva dirlo prima, manifestare la sua contrarietà prima che l’ordinanza venisse fatta e noi non l’avremmo portata avanti. Perché – conclude il capo della Protezione Civile – è noto a tutti che le ordinanze vengono approvate con l’intesa delle autorità locali”

.CIALENTE SERENO: ”MA DA VICE MI SCAVALCAVANO”

L’AQUILA – Sembra sereno, il sindaco dell’Aquila e non più vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente (nella foto), il giorno dopo le sue dimissioni, minacciate più volte e che si sono concretizzate a sorpresa ieri, proprio mentre l’attenzione di tutti era focalizzata sulla nuova bufera giudiziaria che si è abbattuta sulla politica abruzzese.

Sarà che il momento è di raccoglimento, appena terminata la commemorazione dei Nove martiri aquilani. È tranquillo, il primo cittadino, ma è altrettanto determinato nel ribadire le motivazioni che lo hanno portato a un gesto di rottura così clamoroso.

La più grossa, il fatto di essere stato “poco coinvolto e spesso scavalcato” nelle scelte strategiche, visto ancora nell’ottica di un sindaco di sinistra che non può dialogare con un governo di destra. La riprova, l’emendamento sugli indennizzi approvato qualche ora dopo il suo addio: più che una coincidenza, a suo dire.

Cialente rassicura gli aquilani: continuerà a occuparsi dell’assistenza alla popolazione anche da sindaco, e continuerà a occuparsi anche del Comune, come dice di aver fatto pure durante il suo mandato commissariale, nonostante abbia ricevuto “una discarica” dai suoi predecessori.

Il sindaco sembra ben conscio che la pioggia di miliardi che arriverà nei prossimi anni per la ricostruzione è “come l’astronave dei Visitors” e che per questo motivo non si può litigare “come i capponi di Renzo” dei Promessi sposi.

Invita pertanto il Consiglio comunale e le altre istituzioni cittadine a rinnovare un impegno per il bene della città. E non si scompone all’idea che la maggioranza che lo ha sostenuto nel 2007 possa andare sotto in Consiglio: in questo caso, semplicemente, “si torna a votare”.

Ieri la norma interpretativa sugli indennizzi proprio nel giorno delle sue dimissioni da vice commissario. Una coincidenza?

Io ho un’idea. Ero in contatto telefonico con il senatore Luigi Lusi, e alle 10.30 l’emendamento era stato definito come “sepolto”. Sarebbe dovuto andare in aula, però il ministero non preparava la relazione tecnica.

Credo che le mie dimissioni e le mie dichiarazioni sulla stampa nazionale abbiano dato la forza a Gianni Letta, che è l’unico che si è battuto insieme a me, affinché nel pomeriggio arrivasse la relazione tecnica e quindi fosse votato in commissione intorno alle 17 e poi alle 19.30 in aula.

C’è il rischio di tornare ai rapporti pre-terremoto, quelli tra un sindaco di centrosinistra e un governo di centrodestra?

Loro mi hanno vissuto così, io sono stato solo il sindaco dell’Aquila, attaccato da destra e sinistra perché non ho fatto militanza e non intendo farne. Devo risolvere i problemi e credo di poter dare un contributo. Il mio rammarico è che, come vice commissario per la ricostruzione, sono stato poco coinvolto e spesso scavalcato.

Negli interessi della città non ho fatto mai storie, e vorrei che si ricordasse che mi sono caricato, e continuerò a gestire, l’assistenza alla popolazione, che è stato veramente il problema più grave, visto che è soprattutto consistito nell’andare a spiegare ai cittadini perché non avevano le case o si trovavano in case così piccole.

Ora potrà tornare a occuparsi anche del Comune.

Mi sono sempre occupato anche del Comune, non ho mai vissuto questa funzione di vice commissario, anche perché, ripeto, sono stato scavalcato su alcune cose. La nomina dei quattro saggi per esempio è stata decisa senza consultarmi, un atto molto grave. Credo che Gianni Chiodi e Gaetano Fontana l’abbiano fatta parlando solo con Giorgio De Matteis. Insomma, ci sono stati scivoloni.

Io comunque non ho mai lasciato il Comune. Ricordo che il terremoto è stato come una nevicata su una discarica: quello che mi hanno lasciato questi signori, che adesso parlano, sono tutti problemi che si stanno affrontando, come le aziende. Stiamo lavorando in una situazione d’emergenza.

E la situazione disastrata in Consiglio comunale, con gruppi consiliari spezzettati e continui addii alla maggioranza?

Si dovrebbe capire che qui gli interessi in campo che ci sono, 2 miliardi 300 milioni quasi cash nei prossimi mesi addirittura, sono come il film dei Visitors, con la mega astronave che arriva. La cosa terribile è che vedo che non solo nel Consiglio comunale, lo dico molto chiaramente, ma anche in altri pezzi di classe dirigente, come associazioni eccetera, come i capponi di Renzo ci si sta beccando, senza capire che in questa situazione bisogna avere le idee molto chiare su come e dove ricostruire, e farlo bene.

Bisogna vigilare che la ricostruzione abbia anche una ricaduta della nostra città. Ricordo che del piano case abbiamo solo visto passare i soldi e non ha avuto nessuna ricaduta.

Che succederà se la maggioranza in Comune va sotto?

Si rivota a primavera, insieme al voto nazionale.

IL SINDACO IN CONSIGLIO: ”QUALCUNO DOVEVA FARE CHIAREZZA”

IL PD INSORGE: ”NO A ‘SUPERMAN’ CICCHETTI”

L’AQUILA – Il Partito democratico dice no alla nomina del nuovo vice commissario di governo per la ricostruzione, Antonio Cicchetti.

Il Pd non boccia la persona ma la strategia dei commissari “Superman” nel suo intero, come spiegato dal parlamentare Giovanni Lolli e dall’assessore aquilano Stefania Pezzopane. I democrat chiederanno un cambio di strada radicale.

“Nominando un altro vice commissario – ha detto Lolli – il provvedimento continua e rafforza una linea sbagliata, cioè quella di mischiare emergenza e ricostruzione e di pensare che si possa affrontare la ricostruzione con gli strumenti dell’emergenza: i commissari e le ordinanze”.

“È evidente – ha aggiunto – che questa strada non ha funzionato, perché siamo ancora in piena emergenza e la ricostruzione non parte. In questo provvedimento, però, il governo ci dice che questa linea non ha funzionato perché commissario e vice commissario, Gianni Chiodi e Massimo Cialente, non sono capaci. Per questo ci manda Superman, ci penserà lui”.

Il Pd non risparmia bordate anche al commissario, comunque: “Chiodi – l’affondo di Lolli – ha la responsabilità, dovunque funziona così. Se non se la sente si dimetta, ma non da commissario, da presidente della Regione. Se pensa di non farcela, non è adatto”.

Secondo il Pd ci vuole un’altra strada, “quella di tutti gli altri terremoti. L’emergenza – ha ricordato il deputato – è una cosa, viene gestita dalla Protezione civile prima e dai commissari poi, mentre la ricostruzione è un’altra cosa: viene gestita dagli Enti locali, con i poteri, le risorse e i controlli che vengono loro in forza di una legge nazionale e di leggi regionali, di cui, com’è noto, siamo sprovvisti”.

“Proprio su questo punto – ha assicurato Lolli – faremo la battaglia maggiore, bisogna totalmente cambiare direzione. Non solo non ci va bene questo nuovo commissario, ma proprio non ci va bene la struttura del commissariamento”.

Quanto alla legge, “ce l’ho pronta da tempo, sto aspettando perché non voglio fare un gesto di propaganda, ma voglio che si faccia davvero condividendola con altri. Innanzitutto – ha concluso Lolli – con i cittadini, che la stanno scrivendo, e poi con tutte le altre forze politiche”.

MARTEDI’ 28 NUOVO CONSIGLIO SU RICOSTRUZIONE

L’AQUILA – La conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale, riunita sotto la presidenza di Giorgio De Matteis, vice presidente vicario, ha deciso di tenere due sedute straordinarie del Consiglio regionale per il 28 settembre prossimo.

La prima è stata convocata alle ore 11, con all’ordine del giorno la ricostruzione post-terremoto; la seconda, alle ore 15, per affrontare la situazione del comparto scuola alla ripresa del nuovo anno scolastico.

CONSIGLIO COMUNALE L’AQUILA: ORDINE DEL GIORNO CONTRO CICCHETTI

L’AQUILA – Si è sciolto per mancanza del numero legale il Consiglio comunale, che si è riunito questa mattina all’Emiciclo. L’assise civica tornerà a riunirsi lunedì mattina e in quell’occasione sarà discusso l’ordine del giorno presentato dal capogruppo di Prc, Enrico Perilli, con il quale si chiede la revoca di Antonio Cicchetti da vice commissario per la ricostruzione.

“Il dottor Cicchetti – è scritto nel documento – è tristemente noto per le ‘vicende della Perdonanza’ che si riassumono in una produzione di debiti fuori bilancio, inchieste giudiziarie e condanna del direttore dell’Istituzione Perdonanza e l’incredibile vicenda del Premio Perdonanza non pagato al vescovo di Sarajevo”.

“La corte dei conti, con sentenza numero 77 del 2008 – prosegue l’ordine del giorno – ha condannato Cicchetti per ‘culpa in vigilando’; non ha mai ricevuto una legittimazione democratica e popolare per ricoprire tali incarichi apicali”.

“Gli enti locali – si legge infine –  che sono costantemente esautorati dalle proprie funzioni,  dovrebbero tornare per amministrare il proprio territorio e la nomina di un nuovo commissario allontana questo processo di riappropriazione delle funzioni statutarie”.

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