L’AQUILA – “Leggo alcuni post rincuoranti di aquilani che si stanno indignando, pronti a tornare a mobilitarsi, democraticamente e pacificamente. ma a mobilitarsi. È importante. Perché tutti gli amministratori del cratere, i sindaci, uniti al di là delle differenze politiche, ce la stanno mettendo tutta, ma senza la popolazione le loro voci non arrivano”.
Così nel suo status domenicale sulla propria pagina Facebook il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, esulta per la rinata volontà aquilana di mobilitarsi per ottenere attenzione dal governo e fondi per la ricostruzione.
Cialente detta anche una fitta agenda di riforme normative e battaglie necessarie, dal superamento del 3% deficit/Pil in giù.
LA NOTA COMPLETA
– I finanziamenti, certi e programmati per completare il processo della ricostruzione. Certamente qualcosa nella legge di stabilità verrà inserito. Non so se passerà dapprima al Senato, dove Stefania farà la sua battaglia come lo scorso anno, o alla Camera, dove Antonio Castricone è pronto a guidare i deputati abruzzesi.
Ma il problema è che la posta a mio avviso sarà sempre troppo bassa, rispetto alle esigenze dei nostri cronoprogrammi. Ecco perché credo che la città ed il cratere debbano, con forza, e con una mobilitazione che diventi nazionale (sindacati, organizzazioni di categorie, forze politiche, mondo della cultura) premere sulla Commissione europea affinché passi il principio che in caso di calamità naturali le somme impiegate per ricostruire non rientrino nel 3% del limite di stabilità sino a 15 volte quanto già stanziato dal fondo di solidarietà dalla Ue stessa.
Se passasse questo principio, in 5 anni l’intero comune dell’Aquila e i comuni vicini potrebbero ricostruire tutto, ripeto tutto, senza che l’Italia e i contribuenti italiani se ne accorgano (basterebbe infatti l’accise sui bolli inserita nel 2013 grazie alla storia della fascia tricolore restituita a Napolitano). Questa è l’unica via per ricostruire in tempi compatibili con la vita della comunità e le sue speranze.
-Subito, attraverso un decreto legge (da concordare anche con i gruppi parlamentari), la legge per L’Aquila e il cratere, che possa anche divenire una legge da applicare in caso di (speriamo mai) altre calamità naturali. Legnini aveva predisposto un primo testo, che tra l’altro noi volevamo proporre anche in un dibattito pubblico con i cittadini.
Legge che fissi anzitutto norme di trasparenza e legalità, compensi equi, risorse di personale e finanziarie ai comuni, risorse per il rilancio economico e produttivo. Questo anzitutto per stroncare il sistema sull’Aquila che ci sta depauperando di risorse, rallentando i cantieri, facendoci spendere somme che potremmo destinare alla ricostruzione.
Un testo chiaro e definitivo. La legge serve entro dicembre. Legnini aveva predisposto un percorso parlamentare accelerato, ma ormai troppo in la con i tempi. Decreto legge dunque.
– Immediato ripristino del nucleo di valutazione, approvazione del regolamento (fermo dal Governo Monti) per l’attuazione della legge 181, che comprenda anche il cratere e i comuni comunque coinvolti (penso alla Valle Peligna e Sulmona), nonché un’accelerazione per l’impiego del 5% per il rilancio economico e produttivo Sblocco della vicenda ormai kafkiana Invitalia-Centro Turistico.
Questa è la madre di tutte le battaglie. Solo nei servizi, all’Aquila, con il sisma, abbiamo perso 11mila posti di lavoro. Cifra impressionante, che spiega la disperazione economica di tante famiglie.
-Risorse certe ai comuni , personale al provveditorato, la figura certa del nuovo direttore ai beni culturali, possibilmente dedicato solo al cratere, risorse finanziarie dedicate per la gestione di tutti i Map e Case del cratere e del Comune.
Questi , con il problema della restituzione delle tasse sullo sfondo, sono a mio avviso i punti irrinunciabili per i quali lottare. Sia per ottenerli, sia per ottenerli in tempi strettissimi. Decisivo sarà finalmente il ruolo della Regione, che dovrà alzare la voce e guidare le nostre delegazioni e nel caso le nostre manifestazioni di protesta.
Se necessario, in testa ai cortei, accanto ai nostri gonfaloni, sempre stati presenti, finalmente vogliamo quello delle regione Abruzzo.
Martedì il Pd abruzzese dovrebbe incontrare la segreteria nazionale del partito. Io porterò questi punti. Irrinunciabili.
Poi subito assemblee cittadine, con D’Alfonso e i sindaci. Decideremo cosa fare e quando.



