L’AQUILA – Massimo Cialente chiede di “ereditare” la contabilità speciale che era dell’ex commissario Gianni Chiodi con lo scopo di velocizzare l’avvio della ricostruzione pesante degli edifici danneggiati dal terremoto, come il Municipio.

Oltre al programma della direzione regionale di richiesta fondi da 525 milioni per nove anni è questa la notizia della visita di oggi dei ministri Lorenzo Ornaghi (Cultura) e Fabrizio Barca (Coesione territoriale).

Di quest’ultimo, tra l’altro, bisogna registrare la reazione tiepidina alla proposta del sindaco, la cui accettazione è posticipata all’invio di un programma di interventi e tempistiche simile a quello della soprintendenza da parte del Comune. Ma non ci sarebbe già il piano di ricostruzione per questo?

La visita è cominciata dal teatro San Filippo, quella che era la casa dell’associazione teatrale “l’Uovo”.

Uno dei responsabili, Antonio Massena, ha mostrato ai ministri i 150 metri quadrati di palco, i 276 posti che con la ricostruzione saranno ridotti a 230 eliminando le sedie sulle cappelline, il pezzo di statua che, con la violenza della scossa delle 3.32, “è volato dal palco fino alla terza fila di posti”.

Mentre l’assessore alla Cultura Stefania Pezzopane (presente a tutta la visita assieme al collega Alfredo Moroni) spiegava che “questo teatro dava a tutta l’area una connotazione giovanile” Barca l’ha corretta, “darà”.

Seconda tappa il palazzetto dei Nobili, “il primo palazzo pubblico che verrà restituito”, come detto dal direttore regionale Fabrizio Magani e dal sindaco, arrivato in quel momento, e come confermato dalla ditta, “tra il 14 e il 20 ottobre sarà pronto”.

Dentro quelle mura puntellate il primo cittadino ha azzardato la sua proposta al ministro, “assegniamo la contabilità speciale che era di Chiodi al Comune dell’Aquila, mi assumo io la responsabilità. Vorrei consegnare l’appalto per ricostruire palazzo Margherita entro il 2013”.

“Un conto è dire servono i soldi, un conto presentare un piano”, si è smarcato il ministro, alludendo al programma dettagliato della direzione regionale. Cialente allora ha promesso un “listone” in tempi rapidi.

Tappa successiva palazzo Ardinghelli, uno di quelli messi peggio ma uno dei pochi in cui si lavora, grazie anche ai 7 milioni del governo russo. All’uscita solito round tra Barca e i lavoratori precari degli enti che non si rassegnano a essere messi da parte a meno di partecipare (e vincere) al concorsone.

“Il concorso non è per tutelare i precari, ma per garantire la migliore ricostruzione possibile”, ha sbottato alla fine il ministro, prima di dileguarsi verso il Teatro comunale e concludere al Forte spagnolo, da cui è ripartito in fretta e furia dopo la conferenza stampa.

ORNAGHI: ”SERVONO 525 MILIONI PER I MONUMENTI FINO AL 2021”

“L’entità dei progetti di ricostruzione dal 2013 al 2021 è in totale di 525 milioni di finanziamenti necessari. Uno sforzo gigantesco, ma questa è una buona impostazione”.

Lo ha detto il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi, oggi all’Aquila per presentare il programma strategico per i prossimi nove anni stilato dalla direzione regionale per l’Abruzzo per il recupero di oltre 500 monumenti.

Dopo un tour in alcuni beni pubblici danneggiati dal sisma, accompagnato dal ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, Ornaghi ha incontrato i cronisti all’interno del Forte spagnolo cinquecentesco, danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009, in particolare all’interno della sala che ospita lo scheletro di Mammuthus meridionalis vestinus, che sarà restaurato con una spesa di 600 mila euro stanziati dalla Guardia di finanza.

“È beneaugurante per il futuro che la conferenza avvenga in questo luogo, tra i più amati dagli aquilani – ha fatto notare il ministro – Il terremoto è un trauma quasi non più superabile, resta nella memoria e si incide nel codice genetico di una comunità. Il lavoro di ricostruzione è sempre lungo, difficile, paziente, ma oggi siamo qui per dare un fondato segnale di speranza”.

IL PROGRAMMA

A illustrare i contenuti del programma è stato il direttore regionale Fabrizio Magani. Per il triennio 2013-2015 saranno richiesti 206 milioni, per il 2016-2018 altri 159 e per il 2019-2021 ulteriori 158. Gli interventi saranno in totale 485 in tutto il “cratere”, di cui 127 all’Aquila.

“In testa a tutto – ha detto Magani – ci sarà l’edificio dove ci troviamo, seguito dal Duomo di San Massimo, Santa Maria Paganica e altre chiese”.

Magani ha aggiunto che “stiamo trattando 25 interventi, uno sforzo rimarchevole. Di questi – ha snocciolato – 16 sono di interesse prioritario, al di là della disponibilità economica. Basti ricordare l’ex mattatoio che sarà la sede temporanea di questa casa. Lavoreremo sul San Filippo, un teatro importante”.

Alludendo al sindaco Cialente e all’assessore Di Stefano, seduti in prima fila, il direttore regionale ha poi ricordato che “attraverso il metodo della concertazione e dell’accordo stiamo facendo operazioni importanti con il Comune: il lavoro sulle mura storiche, sul teatro civico. Un protocollo con la Francia che ci permetterà di pubblicare a breve il bando per le Anime Sante”.

“Bisogna saper mettere per iscritto non elenchi, ma pianificare – ha concluso Magani – Tutti i 25 cantieri in gioco valgono 45 milioni di euro e posso dire che in sei mesi abbiamo saputo trattare questo volume economico”.

LA COPERTURA

Fin qui le richieste. Quanto alla copertura finanziaria, è stato Barca a parlarne, spiegando che il fondo istituito dal decreto 39 del 2009 (il cosiddetto “decreto Abruzzo”) “diventerà fonte principale di questa ricostruzione pubblica e anche di altre spese, può esserlo anche della privata”.

“Oggi – ha aggiunto – in quel fondo ci sono 2,5 miliardi di residuo, un grosso ammontare di risorse che ci dà la tranquillità e potrà essere usato anche per espropri e Cas. Non ci sono problemi sulle risorse”.

Commentando il piano della direzione regionale, il ministro lo ha lodato parlando di “un insegnamento perché si fa così ed è il modo di rispondere a chi è preoccupato dalla vecchia logica, della richiesta di un ‘numero grosso’ che non è circostanziato. Ce lo siamo detto con il sindaco Cialente – ha concluso – questo è il modo in cui lavoreremo quando anche gli altri enti potranno entrare nell’ordinario”.