L’AQUILA – “Il vero rischio che stiamo correndo è che la popolazione delegittimi le istituzioni. Non deve passare la sensazione di inadeguatezza del Comune dell’Aquila o della Regione Abruzzo a gestire la ricostruzione. Una ricostruzione che dobbiamo fare noi, insieme, col confronto e col dibattito, ed essere in grado di farla”.

A lanciare l’appello ai Consiglieri comunali dell’Aquila è stato il commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi (nella foto), intervenuto oggi alla seduta straordinaria del Consiglio comunale, dedicata al recupero dei centri storici.

“Le difficoltà che abbiamo di fronte – ha aggiunto Chiodi – sono oggettivamente enormi ma, come classe politica dirigente, dobbiamo evitare di autoalimentare questo senso di non appropriatezza. Se successo nella ricostruzione ci sarà, il merito sarà di tutte le espressioni istituzionali. Io, magari, lavorando a Roma col Governo, voi consiglieri comunali, qui all’Aquila, a supporto, con dibattiti, iniziative e anche proteste”.

Chiodi ha esortato l’assemblea ad assumersi le proprie responsabilità: “Siamo tutti artefici, indistintamente, della rinascita della città. Siamo tutti sulla stessa barca, quindi prendiamo ognuno un remo e voghiamo verso la stessa direzione”.

”VIA AI LAVORI PER LE CASE ‘E”’

L’AQUILA – “La ricostruzione delle case classificate ‘A’, ‘B’ e ‘C’ è già partita. Dopo l’ordinanza dell’11 giugno scorso, possono essere avviati i lavori anche per le ‘E’ fuori dai centri storici. Manca solo il Piano di ricostruzione del centro storico dell’Aquila, ma si sta procedendo dopo la perimetrazione e l’avviso disposto dal sindaco Cialente l’altro giorno”.

È il quadro dei cantieri nel “cratere” delineato dal commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che oggi ha riferito davanti al Consiglio comunale del capoluogo.

CIALENTE: ”TASSA DI SCOPO PER PAGARE 50 MILIONI ALLE IMPRESE”

L’AQUILA – “Alle imprese dobbiamo 50 milioni di euro”. La denuncia arriva dal sindaco del capoluogo e vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente.

“Si tratta – aggiunge – di numerosi imprenditori, per lo più aquilani, che con generosità si sono messi all’opera per garantire il ritorno nelle case danneggiate dal sisma. Ma ora si trovano in evidenti difficoltà. Non riescono a pagare il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) e neanche a rispettare gli impegni nei cantieri. Per questo sono stato costretto a chiedere un ulteriore rinvio per le domande di contributo relativamente alle case A”.

“È una situazione kafkiana – ha denunciato ancora il vice commissario – perché coloro che non possono far rientro nella propria abitazione sono anche coloro che giocoforza devono rimanere negli alberghi con ovvi, ulteriori costi a gravare su una cassa vuota”.

Cialente è tornato a ribadire pertanto la necessità di istituire una tassa di scopo o contributo di solidarietà: “Noi – ricorda – l’abbiano versata per tutti. Gli altri lo facciano ora per noi. La tassa di scopo non grava molto sulle tasche degli italiani, ma, sia pur in quantità non impressionante, può assicurarci un flusso costante di liquidità, la mancanza della quale ci sta oggi strozzando”.

L’ECONOMIA. CRESCE IL FATTURATO, MA SCENDE L’OCCUPAZIONE

L’AQUILA – “I dati forniti dall’ultimo rapporto del Cresa, riferito al primo trimestre 2010 sono molto confortanti”. Lo ha riferito il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a margine della seduta odierna del Consiglio comunale dell’Aquila, interamente dedicata alla ricostruzione dei centri storici.

“Rispetto allo stesso trimestre dell’anno passato, quindi al periodo antesisma – ha aggiunto Chiodi – il settore manifatturiero ha segnato una crescita dell’8,7 per cento. Il fatturato interno ha registrato un più 6,8 per cento; il fatturato estero un più 12,2 per cento”.

Resta tuttavia ferma, sempre secondo i dati del Cresa, l’occupazione che segna un calo di 2,3 punti percentuali. Un risultato, fanno sapere dal centro studi, comunque, complesso e tutto da interpretare.