L’AQUILA – “Il governo tiene le redini della ricostruzione”.

Lo dice esplicitamente, l’ormai ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, intervistato da AbruzzoWeb, quello che un po’ tutti hanno pensato esaminando le novità venute fuori dalla conferenza stampa romana di ieri del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca e del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

Il capo dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali (Diset), Aldo Mancurti, diventa una sorta di mini-commissario salendo sulla tolda di comando di tutta la gestione stralcio, quello che resta dell’emergenza; i due manager Paolo Aielli e Paolo Esposito vanno rispettivamente a capo dei nuovi uffici speciali che sorgeranno per la ricostruzione dell’Aquila e del “cratere”.

Queste le tre nomine del “calciomercato” di Barca, tre investiture appunto squisitamente decise dal governo e solo parzialmente condivise (quella del manager per il “cratere” per niente, hanno protestato alcuni sindaci).

E il presidente della Regione lo sottolinea, anche se lì per lì giudica “distensiva” una sua dichiarazione che invece è dinamite pura: “Troppa fretta a concludere la fase commissariale, il percorso non è stato preparato bene”. La bordata sembra per Barca che, però, non viene mai nominato nel corso dell’intervista.

Da Chiodi bordate anche a Cialente, che lo ha di nuovo contestato: “Poche idee e molto confuse, ma ora non ha più scuse”.

Presidente Chiodi, che ne pensa del nuovo assetto presentato ieri a palazzo Chigi?

Non ho ancora avuto modo di studiarlo nel dettaglio, ma mi sembra che sia tutto secondo il decreto, no?

Ma la figura di Aldo Mancurti, una sorta di nuovo commissario, è la grande novità.

La gestione stralcio l’avevamo proposta noi per alcune questioni che non si riescono a dipanare subito. Ci vuole un percorso verso la normalità, non è che si fa tutto dall’oggi al domani, e per questo Mancurti mi sembra la persona più adatta.

Però farà quello che più o meno avrebbe fatto lei di qui a fine anno o no?

Se fossi rimasto io il problema si sarebbe posto dopo fine anno. Voglio ricordare che per questi meccanismi non ci sono manuali: nel passaggio da una fase commissariale a una, diciamo così, ordinaria, c’è una miriade di aspetti che vanno presi in considerazione.

Non ci si poteva pensare prima alla fase di interregno?

C’è stata un po’ di fretta dal punto di vista anticipatorio della fine del commissariamento. Il percorso non è stato preparato bene.

Il ruolo degli enti locali sembra ridimensionato…

Il governo mantiene fortemente le redini della ricostruzione.

Che ne pensa dei due nuovi super manager degli uffici speciali?

Non li conosco, non posso dire nulla. Si tratta comunque di figure dirigenziali che dovranno gestire uffici complessi. Solo chi ha già vissuto queste cose può capirlo. Perciò saranno di sicuro dirigenti di grande qualità. È una responsabilità che si è assunto anche in questo caso il governo, sono scelte del governo.

Ha ragione Cialente a parlare di uno ‘sciopero bianco’ da parte sua?

Usa sempre questa tecnica per nascondere i suoi ritardi, le sue indecisioni e le sue azioni confuse. Magari la userà anche quando non ci sarò più e avrò altri ruoli o avrò abbandonato la politica!

Ma non è che sta facendo campagna elettorale per le Regionali?

Non so che dire, certo la sua tecnica è scoperta, questa è l’unica propaganda che può fare ma adesso non ha più scuse. Prima doveva andare via Chiodi, ora questa storia dello sciopero bianco. Cialente ha poche idee e molto molto confuse. È noto ai più. Alberto Orsini