L’AQUILA – Il governo Renzi proverà a verificare la praticabilità dello sforamento del patto di stabilità per le spese della ricostruzione post-sisma dell’Aquila.

Quella che arriva da una nota di palazzo Chigi è la prima, importantissima, ancorché tutta da verificare, apertura alla ‘sfida’ posta dal “cratere” del terremoto del 6 aprile 2009 alle istituzioni europee, sulla richiesta di una norma che permetta di sforare il 3% del rapporto deficit/Pil per le spese di ricostruzione in caso di grande calamità naturale che coinvolga uno Stato membro.

A dire sì al tentativo di ricostruzione con spesa che indebiterebbe le casse dello Stato permettendo di investire, che si presenta comunque difficilissimo, il vertice con Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e braccio destro del premier Matteo Renzi.

Nelle prime settimane al governo, Delrio aveva detto che in termini generali il governo non avrebbe mai chiesto di sforare il 3%, destando allarme, oggi sopito da questa apertura sulla norma specifica.

LA NOTA COMPLETA

Incontro questo pomeriggio a palazzo Chigi per fare il punto sulla ricostruzione dell’Aquila.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, e il sottosegretario dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Legnini, hanno incontrato infatti il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, accompagnato da una delegazione tra cui la senatrice Stefania Pezzopane, una rappresentanza dei sindaci del “cratere”, dirigenti e tecnici.

All’incontro, convocato per fare il punto della situazione, è emerso che la ricostruzione sta procedendo e che il governo apprezza gli sforzi delle amministrazioni locali compiuto in questa direzione.

Il governo intende confermare il proprio appoggio alla ricostruzione impegnandosi anche ad adottare provvedimenti legislativi che la possano favorire.

Il governo ha ascoltato inoltre le richieste del sindaco Cialente e dei sindaci del “cratere” affinché le risorse delle amministrazioni pubbliche investite nella ricostruzione possano essere considerate al di fuori del patto di stabilità e si è impegnato a verificarne la praticabilità.