L’AQUILA – Ribassi “monstre” oltre il 60%, che andranno vagliati con cura: slitta l’aggiudicazione dei lavori di ricostruzione della sede del Comando provinciale dei Vigili del fuoco in viale Panella, commessa da 12 milioni di euro bandita dal provveditorato interregionale alle Opere pubbliche.
In testa alla graduatoria provvisoria delle 124 partecipanti, c’è un’associazione di imprese capeggiata dalla Cantieri del Mediterraneo Srl di Casoria, che promette di farcela nei tempi previsti di 730 giorni con un ribasso del 65,37%.
La seconda è sopra al 58% e ci sono almeno altre 50 concorrenti che superano il 40%. I controlli, quindi, saranno lenti e complicati.
“Si va per le lunghe – ammette il provveditore Roberto Linetti – Come si spiegano questi numeri? Non c’è giustificazione logica, è un mercato impazzito”.
Sulla possibilità di aggiudicare entro l’estate, il provveditore spera “vivamente di sì, anche a prenderci qualche responsabilità, come aggiudicare e rischiare il contenzioso, ma il lavoro è molto importante e dobbiamo essere bravi a rapidi”.
È il meccanismo infernale degli appalti comunitari, quelli sopra la soglia dei 5 milioni di euro, a provocare l’allungamento dei tempi di un’opera che ha già atteso 7 anni, tanto che gli “angeli del terremoto”, appellativo meritato che si sono guadagnati i pompieri nell’emergenza sisma, hanno già denunciato “condizioni igieniche ai limiti dell’umana sopportazione” accanto al “desolante cratere della vecchia sede, ridotto a fango e acquitrino nel periodo invernale e a polvere e savana in quello estivo”.
Sotto i 5 milioni, infatti, il “taglio delle ali”, ovvero il 10% dai due estremi della classifica, avrebbe garantito operazioni più celeri e sostenibili, come rileva l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, che lavora come funzionario proprio al provveditorato.
Oltre un anno fa una prima versione del bando era stata annullata per una busta smarrita e poi ritrovata nel corso della seduta conclusiva della commissione giudicatrice, con la conseguenza di un nuovo progetto, quello attuale, e di un nuovo iter tutto da rifare.
Già prima dell’annullamento, comunque, l’operazione aveva avuto tempi biblici: pubblicato nell’agosto 2012 dall’allora provveditore, Donato Carlea, il primo bando era stato caratterizzato da lungaggini infinite legate alle riunioni della commissione giudicatrice.
Si era, poi, posto anche il problema della localizzazione. Nei mesi scorsi il sindacato Conapo aveva definito il luogo “non idoneo perché di intralcio al traffico per l’uscita dei mezzi”. Ma ogni alternativa è stata bocciata.
Pubblicato lo scorso 19 gennaio dal nuovo provveditore Roberto Linetti, il bando sarà aggiudicato con il criterio del prezzo più basso.
Il responsabile del procedimento è l’ingegnere Gennaro Di Maio mentre il responsabile della gara Carlo Clementi.
Alle imprese partecipanti viene richiesta l’attestazione di qualificazione agli appalti pubblici nelle categorie degli edifici civili e industriali (per 8,8 milioni), negli impianti tecnologici (3,3 milioni) e negli impianti elettromeccanici trasportatori (206 mila euro).
I lavori andranno eseguiti in 730 giorni ed è prevista una penale dell’1 per mille dell’importo per ogni giorno di ritardo, quindi 12 mila euro ogni 24 ore.
CONAPO: ”E ORA I PAPAVERI VENGANO A CHIEDERE SCUSA”
“Invitiamo i responsabili che ai vari livelli e nel tempo hanno prodotto questa situazione a venire nella topaia ove ci hanno confinato negli ultimi sette anni e scusarsi con i vigili del fuoco”.
È la dura presa di posizione del Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, per bocca del segretario provinciale, Elio D’Annibale, dopo l’articolo di AbruzzoWeb sul rischio di ulteriori slittamenti nell’aggiudicazione della gara, già fortemente in ritardo, di ricostruzione della caserma a causa di controlli obbligatori nelle offerte che vedono ribassi superiori al 60%.
“Apprendiamo dalle dichiarazioni del provveditore Roberto Linetti dell’ennesimo ritardo che subirà l’avvio dei lavori di ricostruzione della sede dei Vigili del fuoco dell’Aquila – sbotta il Conapo – Come sindacato dei vigili del fuoco più volte avevamo espresso la nostra posizione e suggerito alternative che puntualmente sono state del tutto ignorate”.
I sindacalisti protestano accusando come sia “facile chiamarci gli ‘angeli del terremoto’ quando fa comodo usare l’immagine dei vigili del fuoco, mentre non rileviamo altrettanta solerzia politica quando invece è il momento di far funzionare le cose e dotare i vigili del fuoco di una sede di servizio consona alle esigenze di sicurezza dei cittadini”.
“E intanto, i vigili del fuoco dell’Aquila continuano a lavorare in quello che resta della sede terremotata, in condizioni igieniche a sanitarie inaccettabili nel silenzio assordante dei papaveri”, continua l’invettiva.
“Invitiamo i responsabili di questa barzelletta politica e istituzionale a venire in caserma a scusarsi con tutti i vigili del fuoco aquilani – conclude D’Annibale – Chissà, seppur incapaci a garantire loro la ricostruzione della sede di servizio, magari salveranno la faccia”.



