L’AQUILA – “I fondi per la ricostruzione post-sisma degli alloggi Ater dell’Aquila sono vincolati, per cui non c’è alcun nesso tra la vicenda del terremoto e le altre aree regionali”.
Lo assicura l’assessore regionale ai Lavori pubblici Donato Di Matteo, che ha anche la delega all’Edilizia residenziale pubblica, replicando a una contestazione giunta dal “cratere” in vista del suo progetto di riforma dell’intero comparto delle case popolari.
Il suo piano prevede, infatti, l’accorpamento delle cinque Ater in un’unica struttura denominata Azienda regionale per l’abitato (Ara), come previsto dal progetto di legge n.0036/14 intitolato “Norme in materia di definizione delle attività e dell’organizzazione dell’edilizia pubblica”, depositato lo scorso 18 novembre e sul quale a breve terrà un incontro con la stampa.
Una riunificazione che ha destato il sospetto che si vogliano far confluire i fondi per la riparazione degli alloggi in unico calderone con il quale sanare i debiti delle altre Aziende territoriali per l’edilizia residenziale e investire in altre zone della regione.
Un’ipotesi che ha suscitato la protesta di Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale aquilano del Partito democratico, lo stesso di Di Matteo, con il quale ha avuto uno scontro feroce, sfiorando la rissa.
Anche il Movimento 5 stelle ha espresso dubbi sulla riforma, presentando una propria proposta che vorrebbe un quartier generale a Pescara e altre quattro sedi territoriali.
“Proprio per qualificare, sostenere, efficientare e ridurre i costi e gli sprechi delle gestioni, questa riforma serve più che mai – assicura ai microfoni di AbruzzoWeb – Sarà fondamentale per aiutare l’edilizia sociale, che in questo momento è in forte sofferenza”.
“Ritengo che su questo settore vada investita molta attenzione del nostro impegno politico e molta capacità realizzativa”, conclude sull’argomento.
Ma Di Matteo parla anche della situazione attuale della Giunta di Luciano D’Alfonso di cui fa parte.
“La squadra di governo funziona bene – sostiene – si sta lavorando in maniera positiva e secondo me nei prossimi mesi si vedranno i segni di questo impegno importante”.
Nessun problema, sempre secondo l’assessore, invece, per lo “spacchettamento” della sua delega tra il governatore, vero titolare di quella a Infrastrutture e trasporti, e lo stesso Di Matteo, relegato ai “Lavori pubblici riferiti ai territori comunali”, in nome del centralismo dalfonsiano.
“Non ho difficoltà, anzi, penso che lavorare assieme produca gli effetti migliori”, assicura con un sorriso.
Quanto alle voci di dissidi con l’altro assessore Marinella Sclocco, che ha la delega al Sociale, “sono rapporti tra collaboratori di una maggioranza attenti a qualificare meglio l’azione complessiva della Giunta”, taglia corto, “non ci sono diverbi ma valutazioni differenti come è normale nella vita”.






