L’AQUILA – Un tavolo tecnico-operativo per il perfezionamento del cronoprogramma presentato dall’Azienda territoriale edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila, in vista del finanziamento dei circa 80 milioni circa necessari per il completamento della ricostruzione delle case popolari. Con l’impegno da pate del governo di stanziare tutti i fondi nel triennio 2017- 2020.
Una nuova riunione a L’Aquila il 26 Settembre dove, si discuterà delle disposizioni enunciate nell’ultima delibera Cipe circa le nuove regole e disposizioni per la redazione di un programma annuale e pluriennale della ricostruzione pubblica da presentare per ottenere i finanziamenti necessari.
Questo l’esito del summit oggi a palazzo Silone presieduto da Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione e da Gianpiero Marchesi, responsabile della struttura di missione della presidenza del Consiglio per la ricostruzione post sismica abruzzese, con all’ordine del giorno la difficile situazione sul fronte della ricostruzione post simsica del patrimonio edilizio pubblico, non solo a L’Aquila ma in tutta la regione.
Riunione che fa seguito alla manifestazione di ieri di tanti inquilini tra le macerie del quartiere di Via Amiternum a L’Aquila, a poche centinaia di metri da palazzo Silone, che hanno denunciato lo stallo della ricostruzione delle loro abitazioni, anche con progetti già approvati. E hanno chiesto certezze sulla reale disponibilità ora e nei prossimi anni, delle risorse economiche necessarie.
Hanno tra gli altri partecipato alla riunione l’assessore regionale Donato Di Matteo il presidente dell’Ater dell’Aquila Francesca Aloisi e suo direttore generale Venanzio Gizzi, i titolari degli uffici della ricostruzione Raniero Fabrizi (Ursa) e Paolo Esposito, il provveditore alle opere pubbliche Abruzzo e Molise Roberto Linetti, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, e il coordinatore dei comuni del cratere Francesco di Paolo.
Marchesi ha rispettato con la stampa la consegna del silenzio impostagli dalla Presidenza del consiglio.
A tirare le somme e dare garanzie di una svolta, ed anche della dotazione finanziaria è Lolli.
“Partiamo da un problema di fondo – esordisce il vicepresidente – la ricostruzione delle case popolari ricadono sotto le normative degli appalti pubblici, con tempi dunque molto più lunghi e procedure molto più complesse, rispetto alla ricostruzione privata, che invece sta finalmente procedendo in modo spedito. Ci sono inoltre due soggetti appaltanti, il provveditorato e le Ater”.
Premesso questo Lolli annuncia che “stiamo lavorando per semplificare, ovviamente nell’alveo delle leggi vigenti, la filiera, per raccordare meglio i vari soggetti attuatori, al fine di imprimere la massima velocità, e aprire nel più breve tempo possibile i cantieri”.
La collaborazione tra strutture ed enti, sotto la supervisione della Regione Abruzzo, consentirà dunque un rapido avvio delle procedure necessarie, propedeutiche alle gare d’appalto, secondo il dettami del nuovo codice degli appalti.
I soldi non sono un problema, ribadisce infine Lolli.
“Ricordo che il governo ha già sboccato 16 milioni di euro, e 5 milioni sono stati già trasferiti. Con quelli si può già procedere, Marchesi ci ha garantito che tutte le altre risorse necessarie verranno trasferite, man mano che arriveranno i progetti esecutivi”.
Lolli garantisce insomma che si può stare certi che con una opportuna programmazione arriveranno nei prossimi quattro anni circa 80 milioni, che saranno sufficienti a completare la ricostruzione delle case popolari.
La prima bozza elaborata dall’Ater del cronoprogramma degli interventi, dovrà essere perfezionata secondo le indicazioni dettate dalla struttura di missione. Al contempo, Il Comune dell’Aquila, per la sua competenza, ha avviato con la struttura di missione e con l’Usra un percorso per ottenere il trasferimento dei fondi residui già finanziati, per intervenire sul patrimonio di edilizia pubblica di sua proprietà.
Infine sarà compito dell’Usrc, su incarico della Struttura tecnica di missione, di fare da raccordo con le Ater di Chieti, Lanciano, Pescara e Teramo, per portare a termine la programmazione da 27 milioni di euro necessari per intervenire in circa 3 mila alloggi, che hanno subito danni dal sisma del 2009.



