L’AQUILA – “Proroga dei termini per le case ‘E’? Sì, ma a due condizioni”.

Si ammorbidisce ulteriormente la posizione del commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, sulla possibilità di posticipare il termine di scadenza per le richieste di contributo degli edifici totalmente inagibili, fissata al 30 giugno prossimo.

A margine della cerimonia di riconsegna della palazzina dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila tenutasi questa mattina, il commissario Chiodi ha dettato le condizioni per la concessione della proroga.

Innanzitutto, “tempi brevi nella lavorazione delle pratiche di Fintecna Cineas e Reluis – ha spiegato – Stiamo limando le ultime questioni per affinare un meccanismo che permetta di non superare un certo tempo, dopo il quale l’istruttoria verrà chiusa in maniera drastica”.

La seconda condizione espressa da Chiodi è l’istituzione di “un rapporto trasparente tra gli ordini professionali e la pubblica amministrazione attraverso il censimento di tutte le pratiche che hanno in carico”.

“Una volta individuato il tempo di proroga necessario – ha concluso Chiodi – stabiliremo anche la possibilità di decurtazioni dei compensi nel caso in cui i tempi non dovessero essere rispettati. Questo perché non mi sembra giusto che siano i cittadini a doverne rispondere”.

“I COMUNI FACCIANO PIANI DI RICOSTRUZIONE”

L’AQUILA – “Sollecito tutti i comuni a fare i piani di ricostruzione. Purtroppo non lo fa nessuno, sono l’unico che lo fa”.

È quanto ha affermato il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, intervenuto questa mattina alla cerimonia di riconsegna di una palazzina dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila dopo i lavori di ristrutturazione.

“Fare i piani di ricostruzione è essenziale – ha ribadito Chiodi – anche perché il ministero dell’Economia ha mostrato disponibilità a valutare l’ipotesi di finanziare ulteriormente le seconde case e a dare incentivi anche alle attività commerciali, soprattutto del centro storico”.

“Ma questo è subordinato ai piani di ricostruzione – ha concluso – che non sono solo di tipo urbanistico ma anche funzionali alla ripresa socio-economica del territorio”. (e.m.)

ORDINE INGEGNERI: ”ACCELERARE PER LE CASE ‘E”’

L’AQUILA – Il consiglio dell’ordine degli Ingegneri, preso atto che per gli edifici classificati con esito di agibilità “E” secondo l’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri numero 3790 del 2009, tramite la quale la scadenza per la presentazione delle domande di accesso agli indennizzi è fissata al 30 giugno 2011, ha posto in essere tutte le iniziative per migliorare e snellire le norme e le procedure relative, invitando i propri iscritti ad attivarsi affinché compilino entro tale giorno le pratiche che hanno i caratteri per essere ricondotte all’Ordinanza n. 3779 del 2009.

“L’invito ad attivarsi – in base a quanto riferisce il consiglio degli Ingegneri – è teso a favorire gli aventi diritto, anche se alcuni decreti del commissario delegato per la ricostruzione delineano un quadro procedurale e normativo complesso e non chiarito definitivamente”.

Nei i casi di edifici “E” per cui si sia impossibilitati a presentare il progetto entro il 30 giugno 2011.

“Si consiglia – continuano dall’ordine degli Ingegneri – di dare supporto ai committenti, affinché vengano comunque presentate le domande ai rispettivi Comuni. In riferimento poi alla definizione dei termini per la stesura del progetto si invitano gli ingegneri a voler pattuire, mediante convenzione con i committenti, il termine entro il quale lo stesso sarà consegnato”.

Lo schema di convenzione è allegato al protocollo di intesa stipulato tra l’ordine e il dipartimento di Protezione civile nel luglio 2009, il quale, peraltro, è in fase di revisione per stabilire i compensi professionali inerenti le pratiche “E” per il contenuto tecnico-professionale.

“Si confida inoltre – concludono dall’ordine degli Ingegneri – che il termine del 30 giugno 2011, già considerato dallo stesso Commissario delegato per la ricostruzione come ‘sollecitatorio e non risolutivo’, venga al più presto rivisto con la definizione della nuova scadenza”.