L’AQUILA – “Il Mia Casa d’Abruzzo chiede al ministro Fabrizio Barca di dire una parola ‘chiara’ sulle decisioni assunte rispetto al ‘ruolo’ del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche indicato quale ‘soggetto attuatore’ per la ‘ricostruzione pesante’ degli immobili di edilizia residenziale pubblica Regionale e Comunale, classificati E, distrutti o danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009″.
E’ quanto scrive in una nota il portavoce del movimento Mia casa, Pio Rapagnà, che riunisce gli inquilini delle Case Ater.
“Il Ministro, in assenza di ogni e qualsiasi intervento legislativo e di indirizzo da parte del Consiglio regionale, dovrebbe svolgere quel ruolo di raccordo di ‘coesione istituzionale e sociale’ tra gli enti locali impegnati nella ricostruzione, anche al fine di favorire il rapido impiego delle risorse e lo svolgimento delle attività previste dalla Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri 3803 del 15 agosto 2009”.
“Da ormai tre anni è stato stabilito di attribuire 107 milioni di euro per gli interventi da effettuarsi sugli immobili di proprietà dell’Ater e 43 milioni di euro per gli interventi da porre in essere sugli immobili di proprietà dei Comuni, mentre con apposite convenzioni tra i soggetti attuatori della ricostruzione della edilizia abitativa pubblica è stato definito che degli alloggi Ater classificati A-B e C si occupasse l’ATER dell’Aquila mentre degli alloggi Aterclassificati E e di tutti gli alloggi classificati A-B-C ed E di proprietà del Comune dell’Aquila si occupasse ‘esclusivamente’ il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche”.
“Risulta agli atti che, nonostante ripetute sollecitazioni da parte del Mia Casa d’Abruzzo e specifiche ‘audizioni’ presso la 2^ Commissione del Consiglio regionale, il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche è sostanzialmente ‘bloccato’ nell’opera di ricostruzione ‘pesante’: pertanto è opportuno che il Ministro dica, con una certa sollecitudine, se intende confermare le scelte fatte dal Commissario Chiodi e dal Sindaco Cialente, oppure modificarle seguendo un’altra strada”.






