L’AQUILA – “Le famiglie aquilane ancora sfollate sono arrivate al ventiduesimo giorno di digiuno collettivo a rotazione, come forma di solidarietà e di lotta per il diritto alla Casa e per sollecitare l’avvio della ricostruzione pesante delle edilizia residenziale pubblica e degli alloggi classificati E di proprietà dell’Ater e del Comune dell’Aquila, oltre alla messa in sicurezza antisismica delle abitazioni pubbliche e private realizzate in zone ad alto rischio, nei Comuni del cratere e su tutto il territorio regionale”.

Lo scrive il presidente del comitato Mia Casa d’Abruzzo Pio Rapagnà.

“Una delegazione del Mia Casa d’Abruzzo – si legge nella nota – in occasione della seduta del Consiglio regionale di martedì scorso all’Aquila, ha incontrato e chiesto all’assessore alla Politica della casa, Angelo Di Paolo, all’assessore alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante, e al presidente della Commissione speciale, Emilio Iampieri, di farsi promotori della approvazione di una legge ad hoc che contenga criteri chiari ed uniformi per attuare, nei tempi più brevi possibili e attraverso i competenti soggetti attuatori, la ricostruzione, messa in sicurezza antisismica e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico reso inagibile dal terremoto”.

“In particolare – precisa Rapagnà – le famiglie ancora sfollate, hanno chiesto all’assessore Di Paolo di promuovere nei prossimi giorni un incontro di lavoro tra i dirigenti dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici ed i soggetti attuatori della ricostruzione pubblica, già indicati con apposita ordinanza della presidenza del Consiglio dei miistri e, con decreti e specifiche convenzioni tra gli stessi, sia dal commissario delegato e presidente della Regione, Gianni Chiodi, sia dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente“.

“Il Mia Casa d’Abruzzo, per questo, ha chiesto e ottenuto un primo incontro con il nuovo Provveditore alle Opere Pubbliche, per fare una verifica della situazione attuale e dei procedimenti relativi all’avvio della ricostruzione pesante in attuazione, per quanto di competenza, della Ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri numero 3803 del 15 agosto 2009 e successive modificazioni e integrazioni”, conclude la nota.