L’AQUILA – il consigliere regionale del Pd Giuseppe Di Pangrazio torna a chidedere che venga fatta chiarezza sui tempi della ricostruzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Ater).
In origine, con ordinanza numero 3803, veniva individuato nell’Ater il soggetto attuatore degli interventi necessari alla ricostruzione. Successivamente, con Opcm numero 3817, soggetto attuatore degli stessi diveniva il Provveditorato alle opere pubbliche.
Il 30 novembre 2009, con lintesa firmata tra il presidente, Gianni Chiodi, in qualità commissari delegato, l’ Ater dell’Aquila ed il Provveditorato alle Opere pubbliche, le competenze in merito alla ricostruzione venivano ripartite attribuendo all’Ater gli affidamenti per gli esiti A, B e C, ed al Provveditorato quelli per gli esiti E.
“Mentre però l’Ater – afferma il consigliere – ha espletato tutte le procedure di approvazione delle perizie e di affidamento dei lavori per la riparazione degli alloggi ad essa affidati, nulla si conosce invece sulla situazione degli alloggi classificati E, la cui riparazione è di competenza del Provveditorato alle opere pubbliche”.
“Pertanto, in qualità di vicepresidente della II commissione – continua Di Pangrazio – ho ritenuto opportuno formulare una richiesta di audizione del commissario Ater dell’Aquila e in particolare del Provveditore alle opere pubbliche, al fine di fare il punto della situazione relativa alla riparazione degli alloggi A, B, C e di capire le motivazioni che ostano alla riparazione degli edifici classificati E”.
“La ricostruzione dei suddetti edifici – ribadisce il vicepresidente – è fondamentale per garantire prima possibile il rientro dei cittadini nelle proprie case localizzate in zone centrali della città e quindi utili a ricreare il tessuto sociale, economico e soprattutto a recuperare la quotidianità nelle zone del centro fortemente danneggiate dal sisma”.
“Ancora una volta l’Ente Regione non è a conoscenza di quanto accade intorno alla ricostruzione e risulta quindi espropriato delle proprie competenze”.
“Non è certo confortante – conclude Di Pangrazio – constatare che, da oltre un mese dall’approvazione in consiglio regionale del documento con il quale si chiedeva l’istituzione di una commissione per la ricostruzione, che consentirebbe a ciascun consigliere di prendere parte in maniera attiva e propositiva alla ricostruzione stessa, nulla ancora sia stato fatto a riguardo”.



