L’AQUILA – Dove non arriva la governance per la ricostruzione può arrivare il mondo open, aperto, e free, gratuito, di Internet.

Dopo aver chiesto a gran voce (e vanamente) al ministro Fabrizio Barca, all’ormai ex commissario Gianni Chiodi e al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente un libro aperto dei dati delle pratiche nelle abitazioni cittadine, il movimento civico di Appello per L’Aquila ha deciso di fare da sé.

Rimediati i copiosi dati comunali, bollati come “fogliacci pdf”, aggiornati a giugno 2012, gli ‘Orange’ (rappresentati in Consiglio comunale da Ettore Di Cesare) hanno messo su un database liberamente accessibile da parte di tutti, una “bibbia” della ricostruzione con tanto di mappa per poter controllare casa per casa chi sono pratiche, tecnici che le hanno progettate e imprese che svolgeranno o hanno svolto i lavori, mancano invece gli amministratori di condominio che le hanno gestite.

Uno strumento da cui vengono fuori dettagli importanti e che ora potrà essere utilizzato per avere un quadro sia dagli addetti ai lavori che dai semplici cittadini che vogliono saperne di più.

<span style=’IL LINK ALLA ”BIBBIA” DELLA RICOSTRUZIONE

LA NOTA DI APL

La partecipazione non può prescindere dalla disponibilità dei dati, primo tassello per la trasparenza.

Infatti se il divario informativo tra gli interlocutori è troppo ampio (io so tutto, tu nulla), il confronto è falsato in partenza e non possono avviarsi sinceri percorsi di partecipazione.

Le informazioni, in particolare nella nostra situazione, non possono prescindere dai dati che devono essere aperti e verificabili.

Per questo la richiesta alla amministrazioni di rendere pubblici i dati è fondamentale.

Come è importante che vengano pubblicati in formati aperti, ovvero riutilizzabili da tutti in maniera semplice, in modo tale che cittadini e organi di informazione li possano analizzare e trarne conclusioni e notizie.

Per tutte queste ragioni abbiamo preso i “fogliacci” pdf pubblicati dal Comune sulle pratiche “B”, “C” e “E”, gli abbiamo dato una pulita, fatto un po’ di controlli di congruità e trasformati in dati aperti (open data) a disposizione di tutti.

Speriamo possano essere utili a cittadini, ricercatori, ad altri che vogliono sviluppare applicazioni web e a giornalisti che magari potrebbero cimentarsi con il data journalism.

Più persone li usano, più analisi si fanno, più informazioni circolano maggiore è il grado di trasparenza. In perfetto spirito di condivisione e cooperazione come la filosofia dei dati aperti impone.

Parliamo di oltre 18 mila pratiche “B”, “C” ed “E”, tutti i dati dalle date di presentazione a quelle di ammissione del contributo, gli importi, i tecnici e le imprese.

Abbiamo anche messo in piedi un veloce sistema (ne serve uno migliore, magari lo facciamo insieme) che permette di interrogare i dati e georeferenziato le pratiche su mappa.

In questo modo si possono vedere per esempio le distribuzioni delle pratiche sul territorio, sapere gli importi dei lavori complessivi di ogni singola impresa e dei tecnici.