L’AQUILA – “I 50 professionisti a tempo non indeterminato previsti dalla norma saranno professionalità particolari, figure mobili, un anno e mezzo e poi trovano lavoro. Chi le sceglierà? Il capo della struttura, non compete a me e a nessuno di noi”.

Ha risposto così il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca alla domanda diretta di AbruzzoWeb dopo le problematiche sollevate nei giorni scorsi e oggi in alcuni articoli.

Una replica insoddisfacente, visto che conferma che, a differenza dei 300 selezionati al pettine fine con il concorsone, i 50 già rinominati “fedelissimi” saranno chiamati direttamente dai due nuovi super manager delle altrettante strutture speciali.

Certo, non sono a tempo pieno, forse, come dice Barca, lavoreranno un anno e mezzo, ma forse molto di più e per questo la solo scelta dovrà avvenire con dinamiche trasparenti ancor più rispetto a quelle della mega selezione pubblica, sicuramente di più di quelle adottate fin qua.

Barca ha parlato anche dei due supermanager da 200 mila euro l’anno, ciascuno dei quali “si ritroverà ad avere una parte di personale dal concorso, il resto glielo diamo come flessibilità”.

Interrogato sul toto-nomi, il ministro ha ricordato che “sto raccogliendo con i miei uffici tutti i curriculum, moltissimi sono di alto livello, miriamo ad averne almeno dieci volte la posta”, quindi una ventina tra cui scegliere i due.

E la società di “cacciatori di teste”, che opererà “in modo gratuito” la selezione su cui poi Barca sceglierà con i sindaci? Finora è stata tenuta nascosta (l’ha svelata oggi questo giornale, la Mcs di Milano) “per evitare che i curriculum arrivassero non attraverso di noi”, cioè rivolgendosi direttamente alla società.

È evidente che Roma nella scelta vuole metterci becco eccome.