L’AQUILA – “È notizia di questi giorni che la Giunta del Comune dell’Aquila, scavalcando il Consiglio comunale e prescindendo da ogni necessaria informativa verso i cittadini, torna a proporre sui tavoli romani l’adozione di piani stralcio compatibili con il vigente Prg e di natura prettamente edilizia, tutto ciò nonostante il chiaro contenuto prescrittivo della nota sentenza del Tar che ha conclamato la necessità di adozione di un piano di ricostruzione”.
Lo afferma in una nota “Avvocati senza dimora”, aggregazione spontanea di avvocati indipendenti.
“La posizione, evidentemente miope – prosegue la nota – in quanto prescinde dalla considerazione che i piani di ricostruzione sono previsti dalla legge 77 del 2009, è comunque in contrasto con l’interesse degli aquilani in quanto la modifica di una normativa nazionale, oltre a comportare una volontà parlamentare maggioritaria su cui allo stato la Giunta di Massimo Cialente non sembra poter contare, soffrirebbe tempi certamente più lunghi, forse anni, di quelli necessari alla predisposizione dei piani”.
Gli “avvocati senza dimora” ritengono necessario un progetto ad ampio spettro, un “piano strategico” multisettoriale di riqualificazione, ripianificazione e rilancio socio-economico dei territori danneggiati dal sisma.
“Il piano di ricostruzione – prosegue la nota – va predisposto in un’ottica di sistema, non limitata ai singoli comuni, frazioni, quartieri, zone o fabbricati, ma alla luce di una riqualificazione complessiva dei territori colpiti dal sisma, che contribuisca a creare interconnessioni e sinergie tra le singole realtà locali, ovviamente assecondando le specificità e le vocazioni dei singoli territori, in linea con le ‘Linee di indirizzo strategiche’ elaborate dalla Struttura tecnica di missione, come quelle relative alla ‘Città territorio’, evitando la progressiva involuzione dei comuni in interessi localistici”.
Per l’associazione bisogna “pensare” e ricostruire la città dell’Aquila, con le sue frazioni e i Comuni del cratere, come un “unicum”, un qualcosa che possa interagire in un ottica di sistema e sinergia tra i singoli.
Si chiede quindi uno sforzo finalizzato alla piena realizzazione di quanto previsto dalla normativa vigente assicurando: “assoluta attenzione e sviluppo degli aspetti economici, sociologici e di integrazione territoriale; interpretazione del pdr come strumento di rilancio dei territori danneggiati dal sisma; la massimizzazione delle risorse economiche disponibili per la ricostruzione e il recupero integrale dei fabbricati, specie se vincolati e di pregio storico, a prescindere dall’ottica della prima o seconda casa; la previsione di strumenti atti a consentire il progressivo e sollecito rientro delle popolazioni nei centri storici, garantendo sin d’ora le necessarie coperture, ed assicurando le necessarie prospettive di qualità della vita e di lavoro; una visione unitaria di qualsiasi intervento e quindi il necessario coordinamento con il pdr in un’ottica unica di integrazione e sinergia; massima attenzione al problema dei parcheggi, con creazione di aree di scambio”.
Infine, un invito a “pensare in grande”.



