L’AQUILA – Tempi lunghi per la realizzazione dell’Auditorium progettato dall’archistar Renzo Piano nel parco del Castello.

Già finanziata dalla Provincia autonoma di Trento con 6 milioni di euro, la struttura è bloccata dal ricorso al Tar proposto dalla ditta giunta seconda nella gara d’appalto.

I giudici amministrativi hanno fissato la discussione del merito del ricorso per il mese di marzo 2012: un termine talmente lungo che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, da quanto si è appreso ha chiesto di tentare di anticipare l’udienza per velocizzare l’inizio dei lavori, anche se con estrema probabilità non sarà possibile, come conferma l’assessore alla Cultura Stefania Pezzopane.

Ma c’è di più: esiste un progetto di riqualificazione dell’intera area del Castello, predisposto in accordo con la Sovrintendenza, che contrasta con l’ipotesi di Piano. Di qui la proposta di “mediazione” della dirigente comunale del settore Ambiente Paola D’Ascanio.

PEZZOPANE: “AUDITORIUM DI PIANO PER LA MUSICA AL POSTO DEL CARLONI”

“Credo non ci siano le condizioni per un’anticipazione dell’udienza per l’auditorium al Castello”, conferma la Pezzopane che aggiunge: “So che il sindaco ha manifestato l’esigenza di avere un giudizio in tempi più rapidi per poter far partire i lavori ma non credo sia possibile”.

Altri sei mesi, quindi, per capire chi dovrà fare i lavori perché, come spiega l’assessore, “se dovessero riconoscere la bontà del ricorso della ditta giunta seconda, questa subentrerebbe alla prima. Se invece i giudici dovessero confermare l’esito della gara d’appalto – prosegue – la ditta potrebbe partire visto che i lavori sono stati affidati e finanziati dalla Provincia autonoma di Trento”.

L’edificio è strutturato come una grande cassa armonica a piani inclinati di 20 metri per 20, per una capienza di circa 250 posti.

“L’auditorium andrebbe a sostituire il ‘Carloni’, situato all’interno del Castello che chissà quando riavremo a disposizione – aggiunge la Pezzopane – Inoltre sarebbe uno spazio alle porte del centro storico dove poter fare cultura, di cui c’è una grandissima ‘fame’ in città”.

E qui l’assessore risponde, indirettamente, a quanti affermano che la proliferazione di spazi culturali sarebbe eccessiva rispetto alle reali esigenze della città.

“In primis – evidenzia – l’auditorium sarebbe a servizio della musica. Prima del terremoto c’erano a disposizione gli spazi del teatro comunale, il Ridotto, il San Filippo, il Sant’Agostino, l’oratorio di San Giuseppe dei Minimi. Oggi ci sono solo il Ridotto e l’Auditorium della scuola della Finanza e la richiesta di spazi culturali da parte di associazioni ed enti, dai più importanti ai più ‘piccoli’, è elevatissima. Non sarebbe un ‘semplice teatro’ come pensano molti, ma un auditorium dove poter ascoltare e fare musica”.

IL REBUS DEL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA

Oltre al ricorso amministrativo sull’auditorium la riqualificazione dell’area del Castello è bloccata dal contrasto di due progetti, quello del Comune e quello di Renzo Piano, ispirati da due visioni completamente opposte.

Quello redatto dall’amministrazione comunale, precedente a quello del noto architetto, prevede, infatti, la realizzazione di una recinzione lungo il perimetro del parco del Castello fino a viale delle Medaglie d’oro, in corrispondenza del vialone che dalla Fontana luminosa conduce alla fortezza spagnola.

Il progetto è stato realizzato d’intesa con la Sovrintendenza, che ha partecipato anche finanziariamente.

Nel progetto di Piano, invece, oltre l’auditorium è prevista la realizzazione di una grande piazza a servizio della città dove, evidentemente, è difficile realizzare una recinzione o una cancellata senza snaturare la filosofia di apertura e di libertà di movimento che uno spazio aperto potrebbe garantire.

“Siamo in contatto con i tecnici degli uffici del settore Pianificazione per individuare una soluzione che sia compatibile con il nostro progetto e quello di Renzo Piano – spiega la dirigente comunale Paola D’Ascanio – Dove andrebbe a posizionarsi, per esempio, un cancello su una piazza? O si dovrebbe optare per una scelta di una struttura ‘a scomparsa’? Sono ipotesi su cui bisogna lavorare e trovare un punto d’incontro per poter far partire i lavori di riqualificazione dell’area”.