L’AQUILA Un applauso tra le macerie di Onna, frazione del’Aquila devastata dal terremoto del sei aprile 2009, ha segnato l’inaugurazione del secondo grande cantiere della ricostruzione. A tagliare il nastro due bambine che li vivevano, assieme all’assessore Pietro di Stefano, al direttore dell’ufficio speciale della Ricostruzione del Comune dell’Aquila Raniero Fabrizi, dei progettisti e direttori dei lavori Mario Consalvi, Francesco Giancola e Alessia Rossi.

I lavori, affidati alla Rennova Consorzio stabile abruzzese, dal valore di 4,9 milioni di euro, si concluderà in 19-24 mesi, per ricostruire ex novo un intero isolato dove torneranno a vivere 10 famiglie per un totale di una quarantina di persone. A pochi metri dalla chiesa di San Pietro Apostolo, i cui lavori di restauro si sono appena conclusi, grazie ai 3 milioni di euro donati dalla Germania, e all’altro cantiere, dove il consorzio L’Aquila 2009, sta già ricostruendo un isolato di dimensioni più o meno simili.

“Un bel giorno per Onna – commenta Di Stefano – di questo ritmo, visto che ci sono altri sei aggregati finanziati e pronti a partire, è concreto l’obiettivo di completare la ricostruzione di questa frazione simbolo entro 4-5 anni”.

“La scelta progettuale – spiega l’ingegnere Giancola – imposta del resto dal rigido Piano di ricostruzione, prevede di ricostruire le abitazioni con stessa sagoma e struttura, con lo stesso numero di finestre e portali. Le pietre nobili, già conservate e catalogate saranno nei limiti del possibile rimesse al loro posto, ad impreziosire d esempio gli stipiti delle porte”.

La massima sicurezza sismica sarà però garantita da piastre antisismica, e dai tetti leggeri realizzati in legno perché il problema ad Onna è il terreno fluviale che amplifica l’onda sismica.

“Il risparmio energetico sarà garantito – spiega l’ingegnere – non con il cappotto termico, ma con il blocco termico, la coibentazione sarà interna alle pareti.