L’AQUILA – Dopo un tormentato iter è stato affidato l’appalto da 6 milioni di euro per la ricostruzione post-sismica dell’aggregato in corso Federico II, nel cuore del centro storico dell’Aquila.

Ad aggiudicarselo la Edilco di Matera, una scelta che, però, sta provocando non poche polemiche tra parte dei condomini e delle ditte escluse.

La Edilco, infatti, è una delle ditte che faceva parte del consorzio San Massimo, assieme a La Regente Srl di Enrico Vittorini, Sergio Rossi, Odoardi Pietro & C., Fasi ed Edil scavi, che si era inizialmente aggiudicato l’appalto, e che poi è stato messo in liquidazione per la mancata condivisone delle scelte tra i vari imprenditori.

A rigor di logica, argomenta il fronte critico, uscito di scena il consorzio San Massimo, l’appalto sarebbe dovuto andare alla seconda classificata, ovvero il consorzio L’Aquila 2009. E non a una delle ditte ”ripescate” tra quelle dell’ex consorzio, che, argomentano gli esclusi, non ha fatto una proposta individuale.

L’appalto dell’aggregato di via Federico II era già finito nell’occhio del ciclone quando alcune ditte facenti parte del disciolto consorzio denunciarono il tentativo di affidare i lavori alla Maltauro di Vicenza, molto attiva nei cantieri del terremoto fin dall’emergenza post-sisma. Minacciando di ricorrere alle vie legali.

A indurre a un ripensamento l’assemblea dei condomini, le disavventure giudiziarie di Enrico Maltauro, amministratore delegato dell’omonimo colosso delle costruzioni, finito in carcere nel maggio 2014 insieme ad altre 6 persone nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica di Milano che avrebbe scoperchiato un’associazione a delinquere volta a truccare gli appalti pubblici dell’Expo Milano 2015 e che avrebbe messo le mani pure su commesse sulla sanità.

Secondo quanto riportato nelle oltre 600 pagine del fascicolo, Maltauro, grazie alle tangenti, si sarebbe visto assegnare lavori per 170 milioni euro.

Il gruppo Maltauro ha preso le distanze dall’arrestato, spiegando che non c’è “alcun coinvolgimento di altre figure del gruppo né tantomeno dell’Impresa Maltauro medesima, l’ad agiva in modo illecito, lo faceva lasciando all’oscuro gli altri manager”. (red)