L’AQUILA – “Stiamo distruggendo generazioni per un calcolo inventato di sana pianta. E c’è una città distrutta da un sisma che non può essere ricostruita per un numero che non ha basi scientifiche. Tutto questo è assurdo e volgare. Mi chiedo chi è che paga per aver rovinato il futuro di milioni di persone”.
A parlare non è un anti-europeista convinto, ma il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, cresciuto “con il sogno di un’Europa dei popoli, un’Europa bella dal punto di vista sociale, piena di valori da condividere. Invece, a due mesi dalle Europee, è andato tutto in frantumi. In Francia si è imposta Marine Le Pen, cioè la destra anti-euro, da noi il vuoto politico viene occupato dal Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. L’Europa è diventata un incubo, non un simbolo di speranza”.
Le parole ad AbruzzoWeb di Cialente, che con Bruxelles ha un conto aperto vista l’impossibilità per lo Stato italiano, ‘ingabbiato’ nell’Euro, di garantire i fondi per la ricostruzione dell’Aquila terremotata (diversi ‘no’ sono piovuti negli ultimi anni da Bruxelles per tramite del governo italiano), arrivano in un periodo durissimo per l’Unione, nei cui confronti continua a crescere l’odio delle popolazioni specie del Sud Europa. Grecia in primis.
E negli ultimi tempi, a rovinare ulteriormente il clima ci ha pensato Guy Abeille, il funzionario francese che negli anni ’80 ha elaborato il parametro del rapporto deficit/Pil al 3 per cento, il limite di bilancio che ha ‘ispirato’ i tecnocrati di Bruxelles, gli stessi che lo hanno imposto agli Stati ex sovrani, già in seria difficoltà per l’uso di una moneta, l’Euro, che può essere presa soltanto in prestito da privati e non emessa liberamente.
“Il parametro è stato deciso in meno di un’ora, senza basi teoriche”, ha dichiarato Abeille, sconfessando di fatto tutto l’impianto europeo e dando ragione a esperti ed economisti, tra cui Premi Nobel come Paul Krugman, che da anni ‘predicano’ contro la moneta unica e i Trattati a essa legati.
“Una potenza come l’Italia – commenta Cialente – non può morire per colpa di numeri inventati. Efficaci ed efficienti non si diventa sfasciando tutto. L’altra sera ho avuto una stretta al cuore per le parole sull’importanza della pace nell’Unione Europea del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della commemorazione della strage delle Fosse Ardeatine. Ho subito pensato a mio papà, che a 16 anni ha combattuto contro i tedeschi, per quella pace che sognavano in tanti”.
Cialente si dice quindi preoccupato per i successi in Francia della destra di Marine Le Pen, un segnale inequivocabile dell’insofferenza di molti francesi nei confronti del gigante europeo.
“Il voto alla Le Pen, ma anche le ‘spinte’ di Grillo in Italia, rientrano nel quadro della mancanza assoluta di politica. Banchieri, massoneria assortita, gli egoismi di qualche nazione che si è rilanciata alle spalle di altre, come la Germania. C’è di tutto e di più. E non saper ‘leggere’ certe dinamiche è inquietante. Siamo in crisi, siamo tutti in crisi, l’Ucraina è in crisi. Però anche lì bisogna essere in grado di capire ciò che è accaduto e che sta accadendo”.
“Molte colpe – prosegue il sindaco aquilano – vanno attribuite ai governi pieni di tecnici che hanno accettato supinamente queste regole senza senso. Vedo Matteo Renzi che da premier prova a invertire la rotta, ma è troppo tardi. L’economia europea ha bisogno di investimenti, di certezze economiche, non soltanto di riforme anche sacrosante per evitare sprechi pubblici e per migliorare l’efficienza a tutti i livelli. Ma di fronte a quello sta passando popolo greco, dilaniato dai tagli al sociale, un crimine terribile, non ci si può non indignare. Non possiamo permettere all’Italia di ridursi in polvere, è un destino terrificante”.
E ancora. “La razza padrona italiana, cioè lobby, tecnocrati, massoni, ha portato a dei danni irreparabili. Rimettere in piedi un’economia come la nostra, se si recupera l’efficienza, può permettere all’Europa intera di ripartire, ma qui dobbiamo parlarci chiaro: la nostra economia è stata soppiantata, annientata dalla Germania. E Renzi, lo ripeto, arriva troppo tardi. Lo dico da ormai due anni, a due mesi dalle elezioni europee cosa vuoi rimettere a posto? La Commissione di Jose Manuel Barroso, il centrodestra europeo, tutti questi personaggi, si sono macchiati di una colpa storica. Hanno ucciso il sogno europeo”.






