L’AQUILA – Le commissioni competenti del Senato hanno dato il via libera al finanziamento da 1,2 miliardi di euro per la ricostruzione dell’Aquila e del “cratere”.

Della cifra totale, 98,6 milioni saranno disponibili nel 2013 e 197,2 milioni dal 2014 al 2019.

La copertura arriverà dall’aumento delle imposte di bollo: quella da 1,81 passerà a 2 euro e quella da 14,62 passerà a 16 euro.

Poche ore prima la notizia era esplosa la protesta del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che avevano annunciato la volontà dei concittadini di “tornare ai moti del febbraio del 1971 quando per difendere L’Aquila capoluogo riuscirono a cacciare dalla città celere e carabinieri in tenuta antisommossa. Questo lo vogliamo ricordare al governo”.

Una posizione per nulla mitigata dopo la notizia dell’avvenuta approvazione dei finanziamenti: “Rispetto all’accordo con il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e all’emendamento sottoscritto assolutamente è un passo indietro”

“Se ci danno 200 milioni in sei anni, il cronoprogramma salta e i fondi sono insufficienti. Quest’anno rimarrà tutto bloccato. Continueremo quindi la mobilitazione”, precisa Cialente.

STOP ALL’ANTICIPAZIONE DELLE BANCHE

Uno stop per consentire approfondimenti, invece, è stato dato alla previsione che consentiva l’accordo tra comuni e Associazione banche italiane (Abi) per consentire, attraverso il meccanismo dell’anticipazione da parte degli istituti di credito, che avrebbe consentito di avere la somma per intero sin da subito.

Il timore della Ragioneria dello Stato e del ministero dell’Economia è che tale meccanismo comporti un ulteriore indebitamento per le casse pubbliche.

PROROGATI PRECARI E STOP PATTO DI STABILITÀ

Tra gli altri emendamenti approvati, come riferisce ad AbruzzoWeb la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, anche la deroga al patto di stabilità per i comuni colpiti dal sisma del 2009 fino a una copertura complessiva di 30 milioni di euro.

“Abbiamo smosso le montagne – ha spiegato la Pezzopane – fino a stanotte la situazione sembrava nera”.

Sono stati prorogati, inoltre, i contratti dei precari impegnati negli uffici fino al febbraio scorso: le risorse necessarie ammontano a 1,2 milioni per il capoluogo, un milione per i restanti paesi e 580 mila euro per la Provincia dell’Aquila.   

Ok pure alla possibilità di ricorrere all’autocertificazione per le anticipazioni degli stati di avanzamento dei lavori nella ricostruzione privata, fatta eccezione per il saldo finale.

Licenziati, inoltre, alcuni emendamenti relativi all’assistenza alla popolazione.

Adesso la parola definitiva spetta all’aula di palazzo Madama, dove alle 17 è iniziata la discussione. Il voto finale potrebbe arrivare in serata.

CIALENTE: “RISULTATO INSODDISFACENTE”

Duecento milioni l’anno in sei anni “saranno del tutto insufficienti per ricostruire L’Aquila in tempi compatibili con le scelte di vita e le speranze dei cittadini”: è l’opinione di Cialente, che esprime la sua “insoddisfazione nel segnalare la necessità assoluta che una parte della somma sia resa anticipabile con cassa e competenza negli anni 2013, 2014 e 2015, unico modo per rispettare il cronoprogramma del Comune” condiviso dal presidente Letta.

“L’accordo sottoscritto la settimana scorsa al Senato tra me e il governo – ricorda in una nota Cialente – oltre il finanziamento di 1,2 miliardi prevedeva questa possibilità con un meccanismo di anticipazione bancaria da concedere direttamente ai proprietari delle case. L’emendamento era stato presentato per conto del governo direttamente dal relatore, ma la Ragioneria dello Stato, quindi il ministero dell’Economia, hanno fatto marcia indietro. Non va bene”.

Le notizie arrivate da Roma nel pomeriggio, osserva Cialente, “tracciano un quadro meno oscuro di quello che si andava delineando nelle prime ore della mattina”, e di questo ringrazia il sottosegretario Giovanni Legnini e la senatrice Pezzopane.

“Nell’esprimere soddisfazione per questi risultati – prosegue il sindaco dell’Aquila – devo rimarcare che l’altalenare di promesse o posizioni contrarie ci costringe a un lavoro massacrante e snervante, ben diverso dal trattamento riservato alla vicenda emiliana e che ha trovato tutt’altra solidarietà istituzionale”.

Tra l’altro, osserva, per quanto riguarda “l’emendamento di 1,2 miliardi, non è ancora chiaro se i proventi dell’aumento delle marche da bollo relative al 2013 siano stati assegnati al finanziamento delle missioni militari all’estero o al cratere”.

“La previsione di una parziale anticipazione – continua Cialente – è aspetto centrale, poiché il Comune è ormai nelle condizioni di dare avvio quest’anno a cantieri per oltre 2 miliardi sulla base dei soli progetti presentati e in gran parte già approvati ai primi di maggio. Ritengo che in questi giorni e nel passaggio del testo alla Camera dei deputati dovremo insistere perché al Comune dell’Aquila siano anticipati 300 milioni quest’anno, 100 nel 2014 e altri 100 nel 2015”.

LA PEZZOPANE: “ABBIAMO SMOSSO LE MONTAGNE”

“Abbiamo smosso le montagne. Fino a stanotte sembrava tutto nero, ma il lavoro costante e impegnativo e l’appoggio incondizionato dei miei colleghi senatori, del Pd e non solo, hanno consentito di ottenere risultati fino a ieri impensabili”, ha detto a caldo la Pezzopane.

“So benissimo che dovremo continuare a impegnarci – ha aggiunto – perché quanto ottenuto non è sufficiente, ma nel decreto emergenze siamo riusciti a inserire il principio che la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del cratere è una questione nazionale che merita una legge e una programmazione di risorse nel tempo”.

“Ha fatto bene il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ad alzare i toni – dice ancora la Pezzopane – e bene ha fatto il governo ad ascoltarlo”.

PEZZOPANE-CHIAVAROLI: “PRIMO PASSO IMPORTANTE”

“È un primo passo importante. Su questo svilupperemo un’ulteriore iniziativa, per consentire la possibilità di anticipazione bancaria, con il sistema della convenzione Abi-Comuni, che purtroppo non è stato possibile approvare già ora per un diniego della Ragioneria generale dello Stato e del ministero dell’Economia, che vogliono approfondire la metodologia per non produrre indebitamento”, lo hanno scritto in una nota la Pezzopane e la collega del Popolo della libertà Federica Chiavaroli.

“Non è stato facile, c’era molta ostilità iniziale, ma il coinvolgimento delle diverse forze politiche, dei presidenti delle rispettive commissioni e dei ministeri competenti, hanno permesso di ottenere questi primi risultati. Ringraziamo, tra i tanti – hanno concluso le senatrici – il sottosegretario Claudio De Vincenti che ha seguito tutti i lavori delle commissioni e le nostre sollecitazioni e richieste”.

DEL CORVO: “GRAZIE ALLA CHIAVAROLI”

“Un momento importante per la Provincia dell’Aquila – ha dichiarato il presidente, Antonio Del Corvo – che questa volta a differenza delle altre, viene inserita negli emendamenti riguardanti la ricostruzione, in passato prerogativa esclusiva del Comune dell’Aquila”.

“In questo caso – ha aggiunto – non ci saranno figli e figliastri, ma fondi per i precari che hanno contribuito fattivamente ai processi di ricostruzione. Un plauso all’operato della senatrice Federica Chiavaroli, che ha inserito anche la Provincia dell’Aquila negli emendamenti, perfettamente consapevole che la ripresa di un territorio è un diritto di tutti”.

CHIODI: “ADESSO ATTI CONCRETI DEL PARLAMENTO”

L’ok della commissione del Senato ai fondi per il sisma aquilano “è il risultato di un lavoro politico fatto già al tempo del governo Monti con la legge di stabilità, che stavolta ha funzionato meglio”, afferma all’Ansa il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.

Che però tiene a puntualizzare come “questo buon segnale si deve poi tradurre in atti concreti da parte del Parlamento, cioè la volontà politica è importante, ma perché non rimanga una mezza vittoria – prosegue Chiodi – c’è bisogno di tenere alta la guardia e fare in modo che questi soldi siano effettivamente spendibili”.

Per tutti questi motivi Chiodi lunedì sarà di nuovo a Palazzo Chigi, perché “a Letta diremo che un pezzo di strada è stata fatta, ma ora bisogna convertire in legge il decreto legge sulle emergenze. Al premier già in conferenza delle Regioni dicemmo che quel provvedimento per l’Abruzzo e l’Emilia sarebbe stato centrale, per ripartire. Ora massima attenzione sul processo parlamentare”, chiude il presidente.