L’AQUILA – Sono passati 1.000 giorni tondi dal sisma, ma non è arrivata per San Silvestro l’ufficializzazione della firma sulla nuova ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri relativa al “cratere”.

Vedrà la luce quindi nel 2012 la prima ordinanza siglata dal premier Mario Monti, che avrà indicazioni importanti sulle proroghe per i contratti dei precari del Comune dell’Aquila e altri enti con lo stanziamento di 30 milioni di euro e avvierà un processo di riforma generale della macchina della governance.

Figlia dell’incontro romano di mercoledì 28 tra il primo ministro e il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, la nuova ordinanza è stata sviscerata nei giorni scorsi nei contenuti mentre la bozza è stata a dir poco introvabile, e questo ha fatto sorgere i primi dubbi.

A poche ore dal cenone, il commissario e il suo staff hanno fatto le ultime chiamate a Roma per avere lumi sull’arrivo della firma, ma senza nessuna risposta.

Da quanto appreso da AbruzzoWeb, il testo sarà firmato concretamente il 1° gennaio del nuovo anno e potrebbe recare indifferentemente la data del primo giorno oppure quella del 31 dicembre: questo aspetto non avrà infatti ripercussioni sui contenuti. (alb.or.)

I PUNTI CHIAVE DELLA NUOVA ORDINANZA

L’Opcm è composta di otto articoli: i primi due riguardano, appunto, il rinvio al 31 marzo 2012 della scadenza per i co.co.co. del Comune dell’Aquila, della Provincia e dei paesi del “cratere”, nonché per il personale assunto a tempo determinato e per i lavoratori di Abruzzo Engineering.

I successivi articoli integrano l’ordinanza 3990 del 23 dicembre scorso, che impegna 17 dei 30 milioni di euro a disposizione per il 2012, estendendo ai proprietari di case classificate “B” e “C” la possibilità di rimanere fino al 31 marzo in autonoma sistemazione o nelle altre soluzioni alloggiative alternative. Inizialmente tale facoltà era riservata ai cittadini con casa “E”, mentre ai titolari delle “B” e delle “C” il termine ultimo era il 31 gennaio.

Un altro articolo prevede poche decine di migliaia di euro per i contratti e gli straordinari del personale impiegato nel Provveditorato alle opere pubbliche.

Anche il personale della Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge) tira un sospiro di sollievo, ma solo per i prossimi tre mesi.

Infine c’è la dotazione trasferita ai Vigili del fuoco da circa 2 milioni di euro.

L’ultimo articolo riguarda la copertura finanziaria, che ammonta a 7.845.000 euro che, sommati ai 17 milioni dell’Opcm 3990, fa un totale di circa 25 milioni.

In seguito, dal plafond 2012 da 30 milioni andranno recuperati 3 milioni per i debiti pregressi contratti dal commissario con l’Esercito.

Restano fuori, per il momento, e la cosa sta allarmando non poco la Sge, le obbligazioni contrattuali che la Struttura ha verso terzi, come, per esempio, quelle di manutenzione dei mezzi di Esercito e Vigili del fuoco.        

Saltano una parte delle consulenze assegnate dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e contestate da alcuni, in primis dall’assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante, come quella del consulente informatico o del consigliere giuridico.

Pure il vice commissario, Antonio Cicchetti, potrà riscuotere la sua indennità, che ammonta a 230 mila euro l’anno, nell’ambito delle risorse ancora disponibili.

Nel frattempo la Sge ha deciso di avviare una mega ricognizione sulle spese effettuate fino a oggi per l’emergenza per verificare eventuali residui sui capitoli di bilancio 2010 e 2011 da poter utilizzare nella nuova annualità. (pi.bi.)