L’AQUILA – Volevano ricattare la senatrice Stefania Pezzopane mettendo in una situazione compromettente il suo compagno Simone Coccia Colaiuta.

Lo rivelano alcune intercettazioni telefoniche, pubblicate dal quotidiano Il Messaggero, di Marco Minnucci e Gianfranco Marrocchi, indagati per tentata estorsione ai danni della senatrice e dell’ex presidente della Regione Gianni Chiodi.

Insieme a loro, indagati il regista Giovanni Volpe, 59, di Battipaglia (Salerno) e Raimondo Onesta, 40, di Roma, ma residente a Pratola Peligna (L’Aquila).

Lo riportano nell’informativa gli agenti della Digos dell’Aquila che hanno condotto le indagini dell’inchiesta della Dda del capoluogo.

Secondo gli inquirenti Minnucci e Marrocchi avrebbero avuto l’intenzione di organizzare un incontro tra Colaiuta e una donna definita “sexy barista”, per poi ricattare lui e la senatrice.

“Se è veramente bona quindi cioè se poi si spoglia, cioè se spoglia pesante quessa…” dice Minnucci.

“Lo facciamo insieme all’uomo della Pezzopane, perché ci sta il trucco io posso farlo venire a lui, lo faccio chiamare dalla sua agenzia che gli deve proporre una cosa. Io mando un mio amico, lui viene e li facciamo incontrare. E così demoliamo pure a lei capito? Lei si fa tanta pubblicità e noi la demoliamo”, un altro passaggio delle intercettazioni.

I PRESUNTI RICATTI A CHIODI E PEZZOPANE

Secondo le accuse della procura, dopo lo scoppio dello scandalo ‘Rimborsopoli’ gli indagati avrebbero iniziato a fare pressioni sull’ex governatore, coinvolto in quell’inchiesta per la notte trascorsa a spese della regione in un albergo di Roma con la consigliera di parità Letizia Marinelli.

Avrebbero fatto sapere a Chiodi di avere la disponibilità di foto personali e filmati compromettenti che avrebbero usato per realizzare un film, tra l’altro anche annunciato pubblicamente, sulla sua ‘scappatella’.

Il film sarebbe dovuto uscire a maggio del 2014, proprio nel periodo delle elezioni regionali a cui Chiodi era candidato presidente. Per fermare la realizzazione del film, Chiodi avrebbe dovuto pagare 35 mila euro. Soldi che invece non ha sborsato, denunciando tutto alla Digos.

La vicenda che riguarda la Pezzopane, che non ha voluto commentare, rientra in un filone che fa parte di questa inchiesta perché coinvolge due dei quattro indagati della vicenda Chiodi.
Al centro della presunta estorsione ci sarebbe la foto che ritrae la senatrice in una vasca idromassaggio insieme al fidanzato Simone Coccia Colaiuta e all’ex narcotrafficante Gennaro Bonifacio.

Minnucci e Marrocchi sono accusati di aver fatto pubblicare lo scatto – che sarebbe stato anche modificato togliendo la moglie di Bonifacio e i bambini che si trovavano con loro – su un quotidiano nazionale, Libero.

Marrocchi, secondo le accuse, avrebbe chiesto alla senatrice un finanziamento per un progetto sul sociale in cambio di impedire la diffusione di altri scatti compromettenti garantendo di poter intervenire su Minnucci; ma la senatrice ha denunciato tutto alla questura.