L’AQUILA – È durato circa due ore l’interrogatorio di garanzia per Diego Maria Caggiano e Giuseppe Trementino, i due indagati per estorsione aggravata e continuata nei confronti di alcuni sacerdoti gay di Molise, Emilia Romagna, Lazio e Sicilia.
Hanno risposto a tutte le domande del Gip di Isernia, Roberta D’Onofrio, “chiarendo – secondo quanto si è appreso – la loro posizione”.
L’interrogatorio si è svolto per rogatoria a Isernia perché la Procura titolare dell’inchiesta è ancora quella di Lagonegro (Potenza) sebbene la magistratura lucana si stia accingendo a trasmettere gli atti a quella molisana competente per territorio, essendosi consumato a Isernia il reato principale.
Le indagini che hanno determinato l’arresto dell’abruzzese Caggiano, 35 anni di Tornimparte (L’Aquila), e del molisano Trementino (309, di Bagnoli del Trigno (Isernia) sono state condotte dai carabinieri di Lagonegro e coordinate dalla locale Procura perché il primo tentativo di estorsione denunciato da un prete si era consumato a Maratea (Potenza). Il reato più grave, il pagamento dei soldi richiesti ai preti in cambio del silenzio sull’omosessualità, si è materializzato, invece, in provincia di Isernia tramite il pagamento attraverso vaglia postale. Pertanto il fascicolo dovrà essere trasferito alla Procura pentra.
Gli avvocati dei due indagati temono che la vicenda dell’incompetenza territoriale e i tempi del trasferimento degli atti possano rallentare l’iter. Il difensore di Caggiano, Rocco Colicigno, del Foro della Valle della Lucania, e il difensore di Trementino, Alessandra Rossi di Isernia, hanno spiegato che potrebbero trascorre più di cinque giorni prima della pronuncia in merito all’istanza di scarcerazione, o in subordine degli domiciliari, presentato oggi al Gip di Isernia, ma su cui dovrà decidere il Gip di Lagonegro.
DIFENSORE DI CAGGIANO: “E’ UN PRETE ORTODOSSO”
Diego Maria Caggiano non si spacciava per prete, è un prete ortodosso”. Lo ha precisato l’avvocato dell’indagato, Rocco Colicigno, al termine dell’interrogatorio di garanzia svoltosi nel Tribunale di Isernia. Caggiano è accusato di estorsione aggravata e continuata in concorso con Trementino nei confronti di sacerdoti gay “adescati” attraverso facebook.
In merito a rapporti sessuali tra gli indagati e i 12 sacerdoti coinvolti, l’avvocato ha detto: “Non posso rispondere perché attiene alla sfera della privacy. Tra loro, comunque, c’erano rapporti legittimi che non hanno rilevanza penale”. Di qui un riferimento ai ricatti: “Non mi risultano” – ha detto il legale. Secondo gli avvocati Trementino e Rossi, dopo l’interrogatorio odierno la posizione dei due arerstati si attenuerebbe: “Hanno risposto a tutte le domande del Gip in maniera coerente e veritiera”.
“Non possiamo parlare del materiale trovato nel personal computer degli indagati – hanno aggiunto – perché è al vaglio della magistratura. Non né siamo a conoscenza perché siamo agli inizi dell’inchiesta”.
Sul vaglia postale erogato da un prete in favore di Trementino e Caggiano, l’avvocato Rossi non ha voluto né confermare l’esistenza né smentire l’avvenuta emissione.
Oggi, tuttavia, è trapelata una nuova indiscrezione: Trementino e Caggiano sono stati denunciati ai carabinieri di Agnone (Isernia) da un parroco che non fa parte della Diocesi di Isernia-Venafro (Isernia).





