L’AQUILA, 5 GIUGNO – È stato il “grande assente” nel giorno della riapertura di corso Vittorio Emanuele, Massimo Cialente (nella foto). Nessun gesto di protesta come quando ha sfilato senza fascia al 2 giugno, nessun impegno istituzionale maggiore. Semplicemente, “una mezza giornata di pausa che mi sono preso con mia moglie Donatella per festeggiare l’anniversario di nozze”, come dichiara raggiunto al telefono.

“Sto con mia moglie – spiega Cialente – dovevo farmi perdonare qualcosa e così oggi ho deciso di stare con la famiglia. E poi anche gli altri hanno lavorato, il vice sindaco, gli assessori, era giusto che oggi ci fossero loro a riaprire il corso. Noi siamo una squadra veramente, checché se ne dica”.

Nonostante la gita fuori L’Aquila, il sindaco non ha resistito alla tentazione di tenersi informato su quanto successo in centro. “So tutto – confessa – so che la gente si è commossa. È solo un piccolo passo, L’Aquila è come un malato in rianimazione: adesso potremo andarlo a trovare tutti i giorni, finché, speriamo, non si rimette. Se qualche attività segue l’esempio del bar Nurzia di piazza Duomo e riapre, cercheremo di riprenderci la città vicolo per vicolo”.

La riapertura del corso non deve far passare l’idea che la rinascita del capoluogo sia in discesa. “Assolutamente no – aggiunge Cialente – anche se ormai non credo che nessuno possa più abboccare all’idea che qui tutto va bene. Io vorrei aprire i vicoli dove ci sono le macerie pur di far capire come siamo ridotti”.

Cialente ha chiuso con un auspicio: “Mi auguro che quest’estate con qualche pizzeria e bar riaperto i giovani e i giovanissimi tornino ad affollare le vie del centro, sarebbe un segnale importante”.