L’AQUILA – Cresce il numero delle reti d’impresa in Italia e quello delle imprese agricole che vi aderiscono. In Abruzzo nel 2019, con 1.103 reti si è registrata una crescita del 3,16% su totale, rispetto al 2018, quando le reti d’impresa erano 1.065. Una flessione positiva che però non rispetta il trend nazionale e nella classifica regionale delle imprese che decisono di costituirsi in reti l’Abruzzo si attesta all’ultimo posto.

Lo evidenzia l’analisi del Centro Studi di Confagricoltura che conferma un aumento complessivo, nel 2019, del 15% delle reti d’impresa e dell’8% delle aziende agricole coinvolte. In termini numerici si tratta di 6.855 imprese agricole su quasi 35.000 reti presenti in tutta la Penisola. 

Nella classifica che riguarda le imprese agricole in Reti Contratto per Regione e settore di attività dell’impresa (dati riferiti al 2019) l’Abruzzo si piazza all’undicesimo posto con 158 aziende nel settore Coltivazioni allevamenti, 3 nella Selvicoltura, nessuna per l’Acquacoltura, per un totale di 161. Nella classifica che riguarda le imprese agricole in reti soggetto e settore di attività dell’impresa la regione verde d’Europa è al 18esimo posto con sole 3 aziende nel settore Coltivazioni e allevamenti.

Alle Reti d’Imprese Soggetto, essendo figure giuridiche autonome, viene attribuito il codice di attività Ateco, ed è quindi possibile stabilire l’eventuale finalità prevalentemente agricola. Unico, peraltro significativo, indizio per stabilire tale prevalente finalità delle Reti d’Imprese “Contratto” è la classificazione “agricola” dell’impresa capofila.

Le regioni in cui le reti si sono sviluppate maggiormente sono la Valle d’Aosta (+68,8%), la Liguria e il Piemonte (rispettivamente con +19,8% e + 19,20%), seguite da Trentino Alto Adige, Basilicata, Calabria e Friuli Venezia Giulia, tutte con un incremento superiore al 15%. Va invece alla Campania il primato per numero di aziende agricole (1.003) aderenti alle reti d’impresa; a seguire il Lazio con 905, il Friuli con 800 e la Toscana con 682. 

Per il 97% dei casi le imprese agricole hanno allevamenti e coltivazioni. 

Appena il 2,2% è attivo nel comparto della selvicoltura e lo 0,77% in quello dell’acquacoltura. 

“Le reti di impresa, dopo un timido esordio – commenta Confagricoltura – si sono rivelate uno strumento giuridico valido a rispondere alle esigenze di aggregazione che mette insieme competenze e settori di attività molto diversi tra loro, ma complementari, in grado di contrastare la frammentazione del tessuto imprenditoriale italiano, incentivando al tempo stesso l’innovazione per operare in un mercato globale sempre più strutturato e complesso”.