L”AQUILA- Iniziano da oggi gli interrogatori dal gip delle persone arrestate nella maxi inchiesta contro lo spaccio di cocaina della Procura della Repubblica dell’Aquila e della polizia che ha portato in carcere 26 persone. Probabile che da oggi e per prossimi giorni alcuni degli indagati decideranno di tacere in attesa di conoscere tutte le carte dell’indagine.
Dalle carte spuntano una serie di stratagemmi, anche curiosi, per eludere le investigazioni da parte degli affiliati alla presunta gang accusata di rifornire di cocaina circa 700 consumatori tra i quali anche persone insospettabili con professioni e carriere ben avviate.
Uno dei modi per racimolare soldi viene contestato a quattro indagati ed è stato quello di qualificarsi come agenti di polizia, proprio quelli che li hanno arrestati, per farsi consegnare da uno spacciatore 400 euro. Qui si contesta l’estorsione e la sostituzione di persona. Il fatto risale a un anno fa.
Ma si è arrivati anche per far ottenere il permesso di soggiorno a un clandestino, Kujitim Raboshta, forse il principale indagato, tramite un matrimonio fittizio con una donna avvenuto due anni fa, fornendo al pubblico ufficiale false dichiarazioni e in tal modo ingannandolo in quanto preposto al rilascio dell’atto pubblico. Ma Raboshta avrebbe dovuto essere espulso.
L’operazione, come ha riferito il questore Enrico De Simone ha comportato il coinvolgimento di 200 poliziotti oltre all’elicottero (nella foto con i piloti) che la mattina degli arresti ha volteggito sulla città per agevolare la cattura dei sospettati,
Ecco le 26 persone colpite da misura cautelare in carcere: Kujtjm Raboshta, Shaban Iseni, Ergys Arrinjeti, Anna Pysanets, Iljas Beshiri, Arminson Hodaj, Liatif Ademi, Terenzio Ferrari, Vincenzo Silva, Alessio Cucchiarelli, Loris Zaccagnini, Elgadaf Hamidi, Alexandru Ionut Enea, Simona Cocco, Ardit Hodaj, Michele Franco, Salvatore Ricciardi, Stefania Valente, Arjan Toci, Alvaro Zhupaj, Redjol Zhupai, Aldesar Zhupaj, Olsi Kappllanaj, Filsnik Aljia, Egdon Buzalli, Domenico Di Pietro. Quest’ultimo, a scanso di omonimie, è nato nel 1992 e vive nella frazione di Aragno in via Queretaro. Gli arrestati avrebbero potuto essere di più se, oltre ai 100 consumatori che hanno ammesso alla polizia le dazioni, ne avessero potuti sentire anche altri i quali avrebbero incastrato ulteriori pusher. Va ricordato, infine, che il covo principale si trovava in via Montorio al Vomano.
Gi accusati sono difesi dagli avvocati Ubaldo Lopardi, Francesco Valentini, Giulio Michele Lazzaro, Danilo Iannarelli.




