L’AQUILA – La realizzazione della nuova centrale operativa del 118 è un atto dovuto.
Così in una nota, il responsabile servizio 118 della Asl dell’Aquila, Gino Bianchi.
“Spero che il dibattito di questi giorni, con l’interessamento da più parti manifestato, dia la necessaria spinta per concludere una vicenda che ha dell’incredibile e che porti la prima ‘ruspa’ ad effettuare il primo scavo nel sito individuato per la realizzazione dell’opera”, aggiunge.
“In attesa che ciò avvenga, da inguaribile ottimista, ho provveduto ad ordinare il vestito bello da indossare per la inaugurazione della nuova Centrale che spero avvenga prima del mio pensionamento”, si legge ancora nella nota.
In questi giorni sugli organi di stampa, scritta e on line, si assistito alla rivitalizzazione del dibattito sulla costruzione delta nuova Centrale Operativa del 118 a L’Aquila. Lo spunto a stato dato dai numerosi interventi del Vicepresidente Vicario del Consiglio regionale, Roberto Santangelo, che in più occasioni ha ribadito la necessità che si definisse il relativo finanziamento e si accellerasse 1’iter per 1’inizio dei lavori. Il Prof. Marinangeli, da par suo, ha sottolineato come la costruzione della nuova Centrale operativa, unitamente ad altri progetti, fosse un intervento ineludibile nell’ottica di una migliore qualificazione del polo ospedaliero dell’Aquila come ospedale Hub e DEA di secondo livello, ed invocava una azione by partisan da parte della politica locale che mai come in questo momento annovera esponenti a livello regionale, sia nel Consiglio che nella Giunta. Nel recente passato anche il Primario di Malattie Infettive del P.O. di L’Aquila, Dott. Alessandro Grimaldi, si era più volte pronunciato in tal sento. L’appello del Prof. Marinangeli a stato accolto anche da esponenti del centrosinistra.
Tutti interventi più che opportuni, ad essi va il mio ringraziamento. Tuttavia vedo trapelare tentativi di attribuirsi la primogenitura della realizzazione dell’opera; tentativi che giudico fuori luogo, così come non ritengo opportuno precisare che la costruzione della nuova Centrale operativa del 118 non va vista come una sorta di compensazione per gli interventi di finanziamento alla Asl di Pescara per la realizzazione del nuovo ospedale covid. La realizzazione della nuova centrale operativa del 118 è un atto dovuto, e prescinde da ogni altro tipo di considerazione.
Fino ad ora sono stato silente, tuttavia sento il bisogno di un mio intervento volto a cercare di ristabilire la verità dei fatti. Dingo questo servizio dalla fine del 2006, dapprima come facente funzione di unite complessa e poi, a seguito del suo declassamento a Unità semplice Dipartimentale, nominato Dirigente Responsabile con atto deliberativo del 2014; nel frattempo si sono succeduti 4 Presidenti di Regione, 4 Direttori Generali e altrettanti Direttori Sanitari e Amministrativi di questa ASL; possiedo quindi sufficiente memoria storica di come si sono evoluti i fatti riguardo all’argomento “Centrale operativa”.
Intanto, come a nata 1’idea? Del tutto casualmente. Nell’immediato post terremoto, a seguito dello sgombero del P.O. San Salvatore, la C.O. del 118 era stata spostata in un piccolo spazio ricavato all’interno della caserma degli allievi della Guardia di finanza, prima di essere poi spostata in dei container. Era una giornata di maggio, quando venne a trovarmi il Dott.. Vigna, a capo di una delegazione della Regione Emilia Romagna. Mi informava che la regione aveva progettato un intervento di aiuti finalizzati al servizio 118 e mi chiedeva di cosa avessimo bisogno. Un po’ timidamente (e col senno del poi ingenuamente) gli dissi che avevamo bisogno di qualche monitor Defibrillatore in sostituzione di quelli danneggiati per effetto del sisma. Quasi sorridendo it dott. Vigna mi disse che le risorse a disposizione consentivano di chiedere di piu’. Allora mi spinsi a chiedere in dono un’ambulanza. Ma lui di rimando mi disse di “osare” di più. Quanto di più? gli chiesi. E lui, “di più”. Allora mi feci coraggio e gli indicai la postazione posticcia della C.O. e gli dissi: “Vedi? Quella è attualmente la centrale operativa del 118. Poco più di 10 metri quadri. Non so se rientreremo mai in quella che fino al 5 aprile era stata la nostra sede.” Lui prese appunti. Lo so che sembra una favola, ma i fatti si sono svolti esattamente così. Il mese successivo, dopo essersi informato della planimetria delta vecchia C.O., il dott. Vigna fece ritorno da me e mi annuncio che era intenzione del Presidente della Regione Emilia Romagna proporre un finanziamento per la costruzione di una nuova C.O., esattamente delle dimensioni di quella precedente, cioè 700 metri quadri, e mi invitava ad organizzare un incontro con i vertici Aziendali per presentare l’iniziativa. Era quindi iniziato l’iter; era giugno del 2009.
Qualche giorno dopo ci riunimmo sotto una tenda, 1’allora Direttore Generale, Dott. Roberto Marzetti, il Dott. Angelo Mucciconi, Dirigente del servizio politiche della salute della Regione Abruzzo, il dott. Vigna, della regione Emilia Romagna, ed io. Fu presentata 1’iniziativa che fu accolta con entusiasmo dal Dott. Marzetti. Già dal luglio 2009 la Giunta Regionale di quella benemerita Regione stanziava un primo finanziamento di 1 milione di euro, in attesa della definizione del totale della raccolta fondi che era partita tra i cittadini di quella Regione. Con atto deliberativo del 2010 (il n. 1255) definiva in € 2.100.000,00 1’entità del finanziamento finale, previa stipula di una apposita convenzione con la ASL dell’Aquila.
Molti sono stati gli incontri che si sono succeduti nel tempo. In uno dei primi, il capodelegazione della Regione Emilianoromagnola presentò al Direttore Generale della ASL, Dott. Silveri che nel frattempo era succeduto al Dott. Marzetti, 5 diversi progetti. Quello di “minima” che prevedeva la costruzione della sola Centrale Operativa, ad un solo piano, per il quale era capiente il finanziamento di 2 milioni e 100 mila euro stanziati. Attraverso step intermedi proponeva ulteriori 4 soluzioni, dalla “A” alla “E”. Quest’ultima prevedeva anche la realizzazione dell’ eliporto con Hangar e una C.O. a tre piani: 1)C.O. vera e propria, 2)piano didattico, 3)rimessaggio mezzi di soccorso. Quets’ultima ipotesi progettuale prevedeva un costo finale superiore ai 5 milioni di Euro e presupponeva il cofinanziamento da parte della Regione Abruzzo per la parte eccedente al finanziamento della Regione Emilia Romagna. II Dott. Silveri optò per quest’ultima ipotesi, forte anche di un ulteriore finanziamento del Canada di 600.000 Euro, finalizzato alla realizzazione di un polo didattico, che si pensò bene di inglobare nel costruendo edificio che ospitava la nuova C.O.
In due riunioni tenutesi a Roma, nella sede di rappresentanza della Regione Emilia Romagna, e a Bologna, nella sede della Protezione Civile, ho accompagnato il Dott. Silveri per la definizione dei dettagli e per la stipula della convenzione che prevedeva fra 1’altro che l’utilizzo del finanziamento dei 2 milioni e 100 mila Euro potesse iniziare solo dopo atti concreti della Regione Abruzzo che definissero il cofinanziamento.
La nostra Regione già nel 2010, con una nota del suo Presidente, assicurava alla Regione Emilia Romagna la “piena ed assoluta adesione al programma degli interventi proposti, riservandosi di comunicare celermente i percorsi di natura procedurale per realizzare quanto proposto” .
Conseguentemente, con il DCA 65 del 2012, confermato con il DCA 23 del 2014 veniva recepito 1’accordo tra il Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, e la Regione Abruzzo che approvava il programma degli investimenti ex art. 20 della Legge 67/88 e che prevedeva fra 1’altro la realizzazione della Nuova centrale operativa del 118 con annesso eliporto e hangar. (per il 95% avrebbe concorso lo Stato e per il 5% la regione Abruzzo).
Con atti deliberativi del Direttore Generale, Dott. Tordera, nel frattempo succeduto al Dott. Silveri, venivano avviate le procedure di gara per 1’assegnazione del progetto preliminare e poi del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera.
Come si vede nel corso di questi lunghissimi 11 anni, sono stati effettuati vari interventi, da Giunte di centrodestra e da Giunte di centrosinistra, da Direttori Generali nominati dagli uni e dagli altri, fino all’attuale DG, il Dott. Testa, che sin dal suo insediamento ha manifestato sincero interesse per la realizzazione dell’opera.. A volte non si a fatto altro che un semplice “copia e incolla” di documenti già redatti, senza azioni veramente concrete. E’ come se ognuno avesse voluto lasciare una qualsivoglia traccia del suo operato. E’ mancato quello che in più occasioni ho personalmente auspicato: un vero e proprio cronoprogramma che scandisse tempi e azioni per procedere concretamente attraverso tappe ben definite.
La verità vera è che i soldi ci sono, sin dal 2012, manca la volontà politica di utilizzarli. Che a nessuno venga in mente di “scipparli” per altri progetti, come è tristemente avvenuto per i 5 milioni e mezzo di euro pagati dai LLoyds i Londra, già dal mese di settembre 2009, a seguito della polizza assicurativa per eventi calamitosi stipulata qualche mese prima dall’allora Direttore Generale Dott. Roberto Marzetti. Che tristezza constatare che con tutti quei soldi a disposizione, la palazzina del Delta 7 medico, a distanza di 11 anni da quel triste 6 aprile 2009, è ancora li che aspetta di essere riaperta!
Sicuramente ci sono stati ostacoli frapposti da alcuni dirigenti amministrativi regionali che per nostra sfortuna si sono avvicendati ai massimi livelli della Regione e che hanno deliberatamente voluto mortificare la sanita aquilana (vedi anche la vicenda della creazione dei DEA di secondo livello, con la pronta ed immediata determinazione per Chieti-Pescara e niente di concreto per L’Aquila-Teramo). La situazione attuale o che il progetto definitivo o pronto e quindi immediatamente esecutivo. Dunque si può procedere con l’inizio lavori.
Spero che il dibattito di questi giorni, con l’interessamento da più parti manifestato, dia la necessaria spinta per concludere una vicenda che ha dell’incredibile e che porti la prima “ruspa” ad effettuare il primo scavo nel sito individuato per la realizzazione dell’opera.
In attesa che ciò avvenga, da inguaribile ottimista, ho provveduto ad ordinare il vestito bello da indossare per la inaugurazione della nuova Centrale che spero avvenga prima del mio pensionamento.





