L’AQUILA – Lo spettro dell’incertezza lavorativa arriva anche in Consiglio regionale d’Abruzzo. Sono infatti circa 60 i collaboratori dei gruppi politici, con contratto interinale scaduto il 1 luglio, che a seguito di un parere della Corte dei conti, ancora da decifrare sulla sua effettiva portata, rischiano di non potersi vedere rinnovato il contratto.
Gli inflessibili giudici contabili, interpellati per un parere dal presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, hanno risposto che la Regione Abruzzo per effetto della legge 113 del 2016 non può assumere personale e rinnovare contratti a tempo determinato, finché non termineranno i riaccertamenti contabili dei debiti e crediti pregressi relativi alle annualità 2014, 2015 e 2016. Immane gravame a cui lavorano senza sosta gli uffici regionali, nel disperato tentativo di recuperare il tempo perduto a partire dalle legislature precedenti.
Non è però chiaro però a quali contratti si riferisca la Corte dei Conti e non è un caso che i capigruppo delle varie forze politiche sulla vicenda preferiscono per ora tenere le bocche cucite, in attesa di pareri legali.
Un buon numero di collaboratori ad ogni buon conto non si è oggi recato al lavoro, disertando la seduta del consiglio regionale, in attesa di conoscere il loro destino.
Ad Abruzzoweb il presidente del consiglio regionale Di Pangrazio invece rassicura che il parere della Corte non si applica agli staffisti.
“I dipendenti dei gruppi che svolgono un lavoro importante per i consiglieri regionali – spiega a questa testata – in un primo momento sembrava che fossero inclusi all’interno di questo chiarimento della Corte dei conti. Approfondendo però il parere con i nostri legali, ci risulta chiaro che il rapporto di lavoro privatistico che il gruppo stipula con i propri assistenti, sono del tutto regolari, non rientrano nella casistica del parere, per cui immagino si possa procedere con una certa regolarità”.
Il punto è che ad oggi, nessuno dei capigruppo se la sente a cuor leggero di rinnovare i contratti. Perché se l’interpretazione di Di Pangrazio, in punta di diritto, si dovesse rivelare fallace, sarebbero loro a dover rimpinguare mettendo mani al portafoglio il fondo per il funzionamento dei gruppi.
“Dobbiamo ancora capire il da farsi”, si limita a dire ad esempio Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia.
Di Pangrazio però è sicuro di sé.
“Gli effetti concreti del parere della Corte – ribadisce il presidente – è che la Regione, finché non approva tutti i rendiconti, non potrà assumere altro personale, neanche in caso di cessazione del rapporto lavoro di un dipendente”.
E dunque il problema non si pone, perchè Di Pangrazio è sicuro che il riaccertamento sarà concluso entro poche settimane.
“I rendiconti sono in dirittura di arrivo, gli uffici stanno lavorando senza sosta, e potrebbero essere approvati in Consiglio regionale già nella seconda metà di luglio, dunque non ci dovrebbero essere problemi per gli organici della Regione. E ripeto, già da ora non ci sono problemi per gli staffisti”, conclude il presidente.






