BARETE – Ancora al centro dell’attenzione la sicurezza nella Rems di Barete dove sono ricoverati detenuti con problemi psichici, una struttura che viene ritenuta un fiore all’occhiello della sanità, ma sulla quale è in atto un dibattito, anche in riferimento alle preoccupazioni degli abitanti del comune aquilano e del territorio circostante.
In queste ore è emerso un grave fatto che nelle scorse settimane ha coinvolto un metronotte della società Aquila Srl che si occupa della vigilanza nella residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), gestita dalla Asl provinciale dell’Aquila: nel tentativo di bloccare un paziente che forse stava provando ad evadere, sarebbe stato colpito violentemente con una sedia, riportando la frattura di un dito.
Sono stati attimi di apprensione, non nuovi visto che non sono infrequenti le evasioni di pazienti che hanno subito condanne, ripresi poi, quasi sempre nel giro di poco tempo, dai carabinieri nel comune ad una decina di chilometri dall’Aquila. La guardia giurata sarebbe stato aggredita all’improvviso mentre era in servizio.
Nella struttura sono ricoverati e assistite circa 20 persone con problemi psichici che hanno commesso reati e che prima erano rinchiusi negli ospedali psichiatrico-giudiziari (Opg).
L’episodio ha avuto delle conseguenze: sindacati e società di vigilanza avrebbero inviato una lettera ad Asl e Prefettura per chiedere, ancora una volta, un intervento immediato. Si tratta, infatti, solo di uno dei numerosi casi registrati nel corso del tempo e che riaccende i riflettori sul problema della sicurezza in un contesto difficile in cui, oltre alle aggressioni, si sono verificati diversi tentativi di evasione: una situazione più volte evidenziata che espone anche gli operatori sanitari che continuano a temere per la propria incolumità e quella dei cittadini che, in più di un’occasione, si sono allarmati per le fughe degli ospiti della struttura.
Nei giorni scorsi l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, ha incontrato i rappresentanti dell’Osservatorio regionale per la Salute mentale e durante il confronto è stata portata all’attenzione dell’assessore la situazione di disagio.
“Uno stato di ‘degrado’ – si legge nel report dell’Osservatorio -, agli agiti aggressivi è stata data una risposta sempre più repressiva e la stessa équipe curante richiede un costante lavoro di formazione con adeguata supervisione. È evidente come la presenza delle associazioni di volontariato all’interno della struttura, in osservanza delle disposizioni normative e linee guida, risulti fondamentale integrando i progetti riabilitativi della residenza”.
L’assessore Verì si è impegnata ad istituire la Commissione regionale per la Salute Mentale, deliberata a suo tempo dal Piano sanitario regionale, che avrà il compito di collaborare in maniera propositiva e fattiva suggerendo risposte adeguate ai numerosi problemi che affliggono ogni giorno le persone in carico ai servizi.
Nel frattempo, però, la situazione è sempre più critica e gli operatori chiedono un intervento immediato per scongiurare episodi ancora più gravi all’interno di quella che dovrebbe essere una struttura protetta e sicura e che, in base a quanto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni, dovrebbe essere regolato da protocolli tra Prefetture, Questure e Asl, al fine di garantire le migliori condizioni di legalità e sicurezza a tutela dell’incolumità della collettività.






