L’AQUILA – La commissione Vigilanza del Consiglio regionale potrebbe a breve occuparsi dello stato dell’arte del Registro tumori dell’Abruzzo. La notizia è confermata direttamente dal consigliere regionale del Movimento 5 stelle Pietro Smargiassi, che ha dedicato più di una interrogazione, nella passata legislatura, sullo stato dell’arte dell’importante strumento di raccolta dati, istituito in Abruzzo solo nel dicembre 2014 ed entrato a pieno regime nel 2016. E ora come presidente della Commissione Vigilanza, intende continuare ad occuparsi di un tema che gli sta molto a cuore. Sopratutto per sincerarsi “dell’iter di accreditamento del registro abruzzese presso l’Associazione italiana registri tumori (Airtum)”.
Sulla delicata vicenda interviene intanto, con un commento al vetriolo, il professor Lamberto Manzoli, responsabile scientifico del Registro tumori regionale, presso l’Azienda sanitaria regionale (Asr), contestando duramente i contenuti dell’articolo di Abruzzoweb dal titolo “Il fantasma del registro tumori: nessun dato sull’Abruzzo nel rapporto Airtum”.
In esso si riferiva appunto della notizia di non poco conto, e indiscutibile, che nell’ultimo importante rapporto nazionale “I tumori in Italia”, realizzato dall’Airtum, relativa al trend nel decennio 2003-2014, l’ Abruzzo nella cartina italiana resta uno spazio vuoto, assieme a Molise e Marche, senza nessun dato da poter analizzare.
Manzoli spiega però con veemenza che “non vi sono dati nel Rapporto Airtum sul periodo 2003-2014 per il semplice motivo che il Registro stesso è stato istituito il 18 dicembre 2014, e la scelta – ovvia – è stata di concentrarsi sugli anni più recenti per avere informazioni più aggiornate e quindi utili”.
Nel pezzo si precisava però, va sottolineato, che il Registro è entrato in funzione dopo il 2014, in ritardo rispetto ad altre regioni, istituito dal commissario ad acta Luciano D’Alfonso, ex presidente della Regione, anche grazie all’input dato da un progetto di legge di Smargiassi. Resta il fatto che in questo importante e utilissimo Rapporto, come l’Airtum lo definisce, l’Abruzzo resta un “fantasma”. Abruzzoweb ha poi scritto che il Registro resta “una scatola misteriosa, e molto probabilmente vuota”, riferendosi a quanto sostenuto nelle interrogazioni e nei comunicati stampa di Smargiassi, gli ultimi dell’ottobre scorso.
Il professor Manzoli ha duramente contestato queste affermazioni, bollandole come “falsità”.
“Il Registro Tumori dell’Abruzzo è uno dei più aggiornati d’Italia – spiega il professore – , e ha pubblicato i dati del 2017 per la provincia di Teramo. Questo è il quinto report. Sono stati pubblicati i dati di tutta la Regione per il 2016, mentre la stragrande maggioranza dei Registri Tumori é fermo al 2014-2015. Stiamo per pubblicare anche i dati complessivi del 2017, che rappresenterebbe un risultato del tutto eccezionale, visto che proprio Airtum, con cui collaboriamo da tempo, ci richiede di controllare manualmente i dati di oltre 10.000 casi sospetti l’anno”.
Tutto verificabile on line, assicura Manzoli. Ed è quello che aveva provato a fare Abruzzoweb, ma possiamo assicurare, che nei giorni in cui è stato elaborato l’articolo, le pagine del registro non erano raggiungibili.
Ad ogni buon conto prendiamo atto della precisazione di Manzoli, e ci scusiamo. Le pagine ora sono raggiungibili e consultabili, ed è una buona notizia per tutti.
Resta il fatto che il pur grande lavoro svolto dagli uffici abruzzesi, con la loro professionalità e dedizione, a differenza di quello che accade in quasi tutte le altre regioni, non ha consentito di inserire i dati dell’Abruzzo nel rapporto nazionale “I tumori in Italia”.
Un vulnus non da poco, abbiamo scritto e ribadiamo: “il Registro tumori è un prezioso censimento che porta alla luce le correlazioni tra patologie diagnosticate e vari fattori, tra cui quello ambientale, e che permette di offrire strumenti alla ricerca per stabilire se ci siano territori in cui l’incidenza tumorale è più frequente. Consente inoltre di monitorare quali tumori sono in aumento e quali in diminuzione, in modo tale da valutare e definire le strategie per combattere un terribile mmale”. Quasi tutte le regioni, hanno a disposizione questo censimento per un intero decennio. L’Abruzzo no.
Infine Manzoli in un passaggio del suo commento afferma che “Il Dr. Smargiassi, che ringraziamo per l’attenzione, non ha avuto tuttavia alcun ruolo ufficiale. Alla sua interrogazione, peraltro, rispondemmo personalmente anni fa in Consiglio regionale”.
Contattato da Abruzzoweb Smargiassi ha detto che sul merito della querelle, e sullo stato dell’arte del Registro tumori, non intende per ora esprimersi. Lo farà eventualmente dopo la convocazione della commissione Graranzia, e l’esame delle carte.
Tiene però a precisare quanto segue al professor Manzoli:
“Seguo costantemente l’evoluzione di questo importante strumento per l’Abruzzo in campo sanitario e l’iter che porterà il registro ad essere accreditato, spero presto, presso l’Airtum. Spiace solo dover leggere le dichiarazioni del dott. Manzoli, con cui nel passato vi è stato sempre un confronto proficuo e costruttivo, riguardo al mio ruolo, definito ‘non ufficiale’, nell’adozione del registro tumori Abruzzo. Non amo mettermi medaglie sul petto o prendermi meriti che non ho ma è innegabile l’impegno ( di cui peraltro vi è memoria storica nel resoconto integrale della quinta commissione tenutasi nel gennaio del 2016) che il sottoscritto ha profuso per migliorare il corpo della norma che palesava diverse carenze e criticità”.
“Sento di aver dato un notevole contributo alla nascita del Registro Tumori e per questo ho particolarmente a cuore la crescita costante dello stesso, ancor più oggi che rivesto il ruolo di Presidente della Commissione Vigilanza. Un ruolo – conclude Smargiassi – che intendo onorare anche attraverso il monitoraggio costante e, se del caso, l’audizione dei responsabili regionali del Registro Tumori ove occorresse”. (FT)
Quante notizie false in un solo articolo.
1. Il sito dell’ASR Abruzzo funziona perfettamente (www.asrabruzzo.it).
2. Il Registro Tumori dell’Abruzzo è uno dei più aggiornati d’Italia, e ha pubblicato i dati del 2017 per la provincia di Teramo (http://www.asrabruzzo.it/registro-tumori.html).
3. Questo è il quinto report. Sono stati pubblicati i dati di tutta la Regione per il 2016 (stesso link), mentre la stragrande maggioranza dei Registri Tumori é fermo al 2014-2015. Stiamo per pubblicare anche i dati complessivi del 2017, che rappresenterebbe un risultato del tutto eccezionale, visto che proprio Airtum, con cui collaboriamo da tempo, ci richiede di controllare manualmente i dati di oltre 10.000 casi sospetti l’anno.
4. Non vi sono dati nel Rapporto Airtum sul periodo 2003-2014 per il semplice motivo che il Registro stesso è stato istituito il 18 dicembre 2014, e la scelta – ovvia – è stata di concentrarsi sugli anni più recenti per avere informazioni più aggiornate e quindi utili.
5. Il Registro è stato approvato con Deliberazione dell’allora Commissario ad acta n.163, Luciano D’Alfonso. Il Dr. Smargiassi, che ringraziamo per l’attenzione, non ha avuto tuttavia alcun ruolo ufficiale. Alla sua interrogazione, peraltro, rispondemmo personalmente anni fa in Consiglio regionale.
Tranne quest’ultimo punto, tutto il resto era facilmente verificabile online da chiunque. Sig. Tronca, se ignora completamente un argomento, in futuro, per favore, prima di scriverne, e soprattutto prima di sparare a zero sul lavoro (tanto) di professionisti, si informi, perlomeno sulle basi.
Cordiali saluti, Lamberto Manzoli





