L’AQUILA – Dallo scranno a palazzo dell’Emiciclo a un posto come portaborse, da Antonio Di Pietro a Silvio Berlusconi, passando per Bruno Tabacci.
Potrebbe essere questa la parabola politica, del tutto originale, di Paolo Palomba, ex consigliere regionale dell’Italia dei valori, poi approdato al Centro democratico, e che, dopo non essersi ricandidato, aspirerebbe ora a essere assunto come collaboratore del gruppo consiliare di Forza Italia, di cui è stato oppositore in tanti anni di militanza poltica a sinistra.
Possibilità che, però, alimenta polemiche e conflitti all’interno del gruppo forzista, anche perché i posti come collaboratore, preziosi perché assegnati a discrezione, sono pochi e, come si può immaginare, in tempi di disoccupazione dilagante, molto ambiti.
Una candidatura a portaborse comunque autorevole e competente, quella dell’informatore scientifico originario di Schiavi d’Abruzzo (Chieti), vista la sua ventennale esperienza nel’amministrazione della cosa pubblica.
A caldeggiare la sua assunzione sarebbe il consigliere nonché ex presidente della Regione, Gianni Chiodi, che di Palomba probabilmente non dimentica la decisone di fare un passo indietro prima delle elezioni, in dissenso con la candidatura per il centrosinistra di Luciano D’Alfonso, poi vincitore delle elezioni.
Contrario, invece, il capogruppo Lorenzo Sospiri, e anche un pezzo da 90 del partito e del gruppo consiliare come Mauro Febbo, presidente della commissione della Vigilanza.
Dopo la dura sconfitta delle elezioni di maggio, Forza Italia ha a disposizione per pagare il personale politico 216 mila euro l’anno, ovvero 43.200 euro per ciascuno dei 5 consiglieri. Sei collaboratori sono stati già assunti, a 1.160 euro al mese, con un contratto internale attivato mediante l’agenzia Adecco di Chieti.
Conti alla mano ci sarebbe posto, visto che il budget non può essere sforato per nessuna ragione, per altri 2 collaboratori massimo, almeno alle stesse condizioni e retribuzioni.
Nulla impedisce, però. di avvalersi di più persone assunte con contratti part-time o, al contrario, optare per altre forme contrattuali più onerose, come quella del contratto di assunzione temporanea con il Consiglio regionale.
Insomma Palomba dovrà lottare fino allo stremo per tornare, seppure con un ruolo più modesto, dentro all’Emiciclo.






