L’AQUILA – “Aggiungi un posto in ufficio di presidenza che c’è un’opposizione in più”: questo il senso del progetto di legge che approda oggi in commissione consiliare “Statuto” della Regione Abruzzo, convocata questa mattina dal presidente Camillo D’Alessandro, del Partito democratico.
La norma che sarà oggetto di discussione intende infatti allargare l’ufficio di presidenza con la possibilità di nominare un terzo consigliere segretario, riservato all’opposizione, per far posto appunto al Movimento 5 stelle che dall’attuale assetto è stato, non senza feroci polemiche, escluso grazie ai voti convergenti di maggioranza e centrodestra.
L’ufficio di presidenza, va ricordato, attualmente è composto da Giuseppe di Pangrazio, Pd, presidente del Consiglio regionale, Lucrezio Paolini, Italia dei valori, vice presidente vicario, Paolo Gatti, Forza Italia, vice presidente, Alessio Monaco, Regione facile, consigliere segretario, e Giorgio D’Ignazio, Nuovo centro destra, consigliere segretario.
Come si vede l’opposizione del centrodestra, che in consiglio ha portato 7 consiglieri, sommando Fi, Ncd e Abruzzo futuro, ha nell’ufficio di presidenza due rappresentanti, Gatti e D’Ignazio.
Il Movimento 5 stelle, secondo partito più votato e con 6 consiglieri eletti, nessun rappresentante.
La vice presidente di commissione Sara Marcozzi del M5s alla vigilia della seduta annuncia però battaglia chiedendo pari dignità per il suo gruppo consiliare: il posto da aggiungere è quello da vicepresidente e non da semplice consigliere segretario.
“Il Pd votando con il centrodestra – spiega la Marcozzi ad AbruzzoWeb – ci ha escluso dalle commissioni dall’ufficio di presidenza. Prendiamo atto che ora si accorgono che il secondo partito abruzzese non ha nessun rappresentante negli organi di garanzia. Ma noi non ci accontentiamo di operazioni di facciata e di contentini, pretendiamo che ci venga affidata una vice presidenza aggiuntiva”.





