L’AQUILA – Avrebbe voluto che il consiglio regionale incentrato sulle problematiche legate al post terremoto si svolgesse per poter dire la sua, parlare e fare chiarezza su quella società in house regionale Abruzzo Engineering tirata più volte in ballo dall’inchiesta che ha ha coinvolto lei ed i suoi affetti. L’ex assessore alla Protezione civile e Ambiente e attuale consigliere del Gruppo misto Daniela Stati, indagata anche per la vicenda legata ai rifiuti che ha travolto l’ex assessore alla sanità Venturoni, non ha potuto fare a meno, però, di dire la sua, appoggiando, comunque, la richiesta di rinvio della seduta straordinaria sul post sisma.

“Oggi qui doveva esserci quella maggioranza che ha condiviso percorso di Abruzzo Engineering. Ho chiesto un consiglio straordinario da un mese perché cerco di parlare, non con i consiglieri ma con la gente. Non ho mai dato un euro ad Ae,  ho chiesto se la società era in house dopo  che aveva ricevuto 50 milioni di euro di affidamenti sia dalla destra sia dalla sinistra”.

“Poi è arrivata l’ordinanza di Berlusconi al quale dico: se ci sei batti un colpo. Il premier ha firmato un ordinanza dove scrive che è stato sollecitato da tutti gli enti locali ed io ho avuto famiglia arrestata perché mi si è accusa di aver istigato Chiodi e che lui abbia fatto pressioni su Berlusconi per agevolare Abruzzo Engineering. Io non ho mai dato un euro di lavoro. Alle riunioni c’erano Castiglione, il suo direttore Domenico Longhi, mai la sottoscritta. Giuliante conosce bene Abruzzo Engineering  perché dai tempi in cui era in  provincia,  così come la conosce il consigliere regionale Di Pangrazio (Pd) perché il fratello era direttore generale presso la provincia dell’Aquila”.

“La mia colpa è aver ascoltato Chiodi quando ha detto che la società era in house e doveva lavorare: per questo nei miei confronti è stata usata la lupara bianca. Io mi sono preoccupata di fare lavorare la società. Sono io che mi sono opposta a dei personaggi che volevano affidamenti diretti per 5 milioni di euro. Non auguro a nessuno di essere lasciati soli in momento di difficoltà. Sono fiduciosa sul lavoro della magistratura. Ma appena chiuse le indagini aprirò i gazebo, gli stessi usati dal Pdl, per mostrare gli atti. Perché mai non ho affidato un euro di lavori ad Ae se ero amica di Stornelli? La mia aula saranno le piazze. A nessuno auguro la gogna alla quale sono stata esposta”.