L’AQUILA – Sarà il tempo a dire dell’efficacia e dell’esito per il futuro economico d’Abruzzo, del viaggio del presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio in Cina, per il “Forum on global production capacity and business cooperation”, che si è svolto dal 4 al 6 giugno nella città di Wuhan.
Colpisce e stupisce intanto l’insolito cadeau che il rappresentante della Regione ha portato con sè nel paese del Sol Levante: una moneta di bronzo appositamente forgiata per l’occasione, con bassorilievo e tanto di cornice e astuccio. Dal costo di 600 euro iva inclusa, finanziati con i fondi del Consiglio per le “spese di rappresentanza”.
L’originale idea è venuta a Gino Milano, il responsabile dell’Ufficio di segreteria particolare del presidente.
A realizzare la moneta un noto orafo di Avezzano (L’Aquila), la stessa città sia di Milano che del presidente Di Pangrazio.
Nella determina dirigenziale del 1 giugno che autorizza la Regione Abruzzo a far “battere moneta”, a firma del dirigente Claudio Paciotti, si evidenzia che per gli importi non superiori ai 40 mila euro, si può procedere ad affidamento diretto, senza bando di gara. E che nell’elenco delle ditte fornitrici iscritte alla piattaforma Consip, “non sono presenti convenzioni attive per la medesima fornitura anche in considerazione della specialità dei beni che si intendono acquistare”.
Da qui l’affidamento diretto della commessa per la realizzazione della moneta.
Va detto infine che per il resto la trasferta cinese è stata a costo zero per il bilancio del Consiglio regionale visto che il viaggio e il soggiorno è stato pagato dalla Giunta della Regione dell’Hubei.
Non è dato sapere cosa sia stato immortalato in bassorilievo nella moneta di bronzo, e quale è stato l’apprezzamento degli amici cinesi, e se hanno interpretato il dono come la prova che l’euro vacilla, e che l’Abruzzo si sta già preparando a nuovi e ignoti scenari economici.





