L’AQUILA – “Non ci vengano a fare lezioni. Il governo dei professori ha solo che da imparare dall’Abruzzo”.
È il monito lanciato dal governatore Gianni Chiodi al governo nazionale, pronto a varare il decreto sulla cosiddetta spendind review, la cui scure rischia di abbattersi con maggior vigore sulle regioni commissariate per la sanità.
L’Abruzzo è tra queste “ma solo giuridicamente visto che il 2011 si è chiuso con un avanzo di 60 milioni di euro. Un risultato ottenuto solo da altre tre regioni, ovvero Lombardia, Marche e Umbria”.
L’ipotesi di un commissariamento della Regione da parte del governo fa infuriare Chiodi: “Se dovesse venire in Abruzzo capirà e studierà come si può operare il contenimento dei costi. L’Abruzzo è una regione affidabile, con i conti in ordine, che ha ridotto la spesa pubblica, diminuito il debito di bilancio del 14% e si appresta a ridurre le tase. Tutto il contrario di quello che ha fatto il governo. Sono tre anni che stiamo facendo la spending review. Non possono venire a darci lezioni, né a mettere condizionamenti alle nostre imprese”.
Già perché il decreto del governo impedirebbe alle Regioni commissariate per la questione sanitari di compensare i debiti con lo Stato con i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione.
Ulteriori ripercussioni negative potrebbero arrivare anche per ciò che riguarda il fondo per il Patto di stabilità e le risorse del fondo sanitario nazionale, con un taglio che, se confermato, si aggirerebbe sui 35 milioni di euro.
“In questo modo il governo vanificherebbe tutti gli sforzi che questa maggioranza sta facendo”. (g.a.)
LA NOTA UFFICIALE DELLA REGIONE
“L’Abruzzo non è più una ‘regione canaglia’, ma è una regione che negli ultimi anni, dati alla mano, ha operato grandi passi in avanti in materia di risanamento dei conti pubblici e della sanità”. È quanto scrive il presidente della Regione, Gianni Chiodi, al presidente del Consiglio, Mario Monti, alla vigilia delle misure che il Governo intende prendere in tema di riduzione della spesa pubblica, compensazione delle misure fiscali e patto di stabilità. “Rischiamo seriamente che l’Abruzzo paghi per colpe che non ha più”, ha detto il presidente della Regione, “per questo ho scritto al presidente del Consiglio dei ministri con l’intenzione di spiegare la peculiarità e la posizione sui generis dell’Abruzzo dopo un cammino virtuoso i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti”.
I provvedimenti governativi a cui si riferisce Chiodi sono: la cosiddetta “spending review”, il Patto di stabilità e la compensazione dei crediti e dei debiti fiscali per i possessori di partita Iva. “Tutti questi provvedimenti – ha spiegato il Presidente – tendono a penalizzare le regioni in Piano di rientro sanitario, ma la Regione Abruzzo pur stando formalmente in piano di rientro è tra le quattro regioni (Lombardia, Marche, Umbria e Abruzzo) in Italia che ha presentato, in materia sanitaria, un avanzo economico di bilancio per il 2011 pari a 60 milioni di euro. Un risultato eccezionale, che in questo modo rischia di cadere nel vuoto”. Si rischia, insomma, che l’azione di risanamento finora portata avanti sul territorio non produca benefici in vista dei provvedimenti del Governo.
“Sui quali – ha sottolineato Chiodi – l’Abruzzo ha già avviato un processo avanzato di attuazione. Sul taglio della spesa pubblica non prendiamo lezioni da nessuno e anzi, provocatoriamente, dico che l’Abruzzo è pronto a fornire i commissari al Governo visto che in questa Regione abbiamo ridotto la spesa pubblica, il debito di bilancio del 14% e risanato i conti della sanità”.
Con una Regione considerata ancora in Piano di rientro le ricadute dei provvedimenti del Governo sarebbero pesanti. “E allora – spiega il presidente della Regione – o si decide, conti alla mano, l’uscita dell’Abruzzo dalle regioni commissariate oppure si pensa ad un regime derogatorio per una regione che viaggia con parametri di virtuosità”. Si tratta, nella sostanza, della richiesta che lo stesso Presidente ha fatto in sede di Conferenza delle Regioni, alla quale ha chiesto di creare una terza categoria di regioni che pur stando in regime di commissariamento, presentano in materia sanitaria un avanzo di bilancio. La richiesta a Monti è soprattutto quella di uscire da “un’inaccettabile semplificazione, che rischia di penalizzare ancora una volta chi ha portato avanti l’opera di risanamento.
“Non contesto – ha spiegato – la filosofia secondo la quale le Regioni meno virtuose debbano pagare di più, dico invece che l’Abruzzo, in ragione del percorso attuato, non può essere più considerate tra queste”. Il Presidente Chiodi ha poi illustrato le conseguenze che potrebbero avere i provvedimenti del Governo in Abruzzo: per la spending review la regione commissariata sarebbe parificata alle amministrazioni statali e dunque subirebbe le decisioni del supercommissario; per il Patto di stabilità è previsto un inasprimento di 800 milioni per il 2012 e 1,6 miliardi per il 2013 e la Conferenza delle Regioni chiede che tale inasprimento sia più forte nelle regioni commissariate. Infine, la compensazioni dei debiti e crediti fiscali delle partite Iva che non potrebbe trovare attuazione in Abruzzo in quanto regione commissariata.
“Se così fosse, non possiamo accettare – conclude Chiodi – questa ulteriore penalizzazione per le imprese abruzzesi, con il rischio reale di veder vanificato tutto lo sforzo di risanamento portato avanti finora”.
COSTANTINI: “CHIODI SI DIMETTA”
“Quando si e’ chiesto a Chiodi, dopo quasi quattro anni, di lasciare la poltrona di Commissario, ha risposto che la situazione debitoria non lo consentiva ancora. Ed ora che gli contestano (in questo caso il Governo) che la sua Regione, in quanto commissariata, deve fare sacrifici supplementari, risponde che si tratta di un agguato del Governo perche’ i numeri dimostrerebbero che l’Abruzzo e’ tra le Regioni virtuose”.
Ad affermarlo è il capogruppo Idv in Consiglio regionale, Carlo Costantini.
“Alla persona qualunque verrebbe da chiedersi: ma se siamo commissariati, come facciamo ad essere anche virtuosi? O, se siamo davvero virtuosi, perche’ Chiodi e’ ancora Commissario? Queste due domande contengono anche la risposta, tanto sono incompatibili le situazioni tra loro”.
“Ma se anche volessimo provare a renderle esplicite, al massimo le risposte potrebbero diventare due. La prima. Perche’ i conti non sono ancora in ordine e, dopo quattro anni di gestione commissariale di Chiodi, siamo di nuovo costretti a subire la scure del governo. La seconda. Perche’, pur essendo i conti in ordine, non avendo Chiodi voluto privarsi della poltrona di Commissario, siamo di nuovo costretti a subire la scure del governo”.
“In entrambi i casi siamo costretti a subire la scure del governo. Per responsabilita’ esclusiva, aggiungo io, di chi governa da “monarca” la sanita’ abruzzese da circa 4 anni. Un fallimento su tutta la linea, con un unico rimedio possibile, per evitare che si consumino danni ulteriori all’Abruzzo: le sue dimissioni”.



