L’AQUILA – Revocare le delibere sulla riorganizzazione della macchina burocratica regionale, e riscriverle con un vero e preventivo confronto. Oppure gli atti saranno impugnati al Giudice del lavoro, per comportamento antisindacale.

Questo hanno detto chiaro e tondo, nell’incontro di ieri a palazzo Silone a L’Aquila, i rappresentanti dei sindacati della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, e il sindacato dei dirigenti Direr, al direttoredel dipartimento Risorse e Organizzazione Fabrizio Bernardini, e al direttore generale Barbara Morgante

All’ordine del giorno c’era “l’informativa nei confronti delle organizzazioni sindacali”, prevista dalla legge, sulle delibere di giunta approvate negli ultimi giorni, che hanno ridotto in ciascuno degli otto dipartimenti, il numero dei Servizi, da  94 a 84, e degli uffici, da 330 a 301, ridefinendone anche i compiti.

In applicazione della legge  varata a luglio che porta la firma dell’assessore al Personale e al Bilancio, Guido Quintino Liris, di Fratelli d’Italia, che ha dato il via alla  riorganizzazione della macchina burocratica regionale che dà lavoro a 1500 dipendenti, e che dovrà culminare con il bando per coprire le postazioni dirigenziali vacanti, una trentina, atteso a marzo.

Ancor prima, entro tre giorni dall’entrata in vigore delle delibere, a questo punto non scontata, andranno indetti gli avvisi a cui gli attuali dirigenti e funzionari regionali potranno rispondere, esprimendo la loro candidatura per uno o più servizi e uffici in cui intendono prender posto, nel nuovo assetto. A decidere sarà il direttore di ciascun dipartimento, con una sua determina. 

Peccato però che queste delibere non piacciono affatto ai sindacati, sia nel metodo, che nel merito. In una nota la segretaria generale Fp Abruzzo Molise Paola Puglielli, parla di “grottesca pantomima”

Contattata da Abruzzoweb Silvana De Paolis segretaria regionale, oltre che nazionale, del sindacato Direr-Fedirets, spiega infatti che “il confronto andava fatto prima, e non dopo l’approvazione delle delibere, che ci sono state presentate a ‘scatola chiusa’. Delibere già pubblicate sul sito della Regione, e allora mi chiedo, perché ci hanno convocato, per leggercele e basta? Questo potevamo farlo direttamente on line comodamente da casa…”.   

Ecco perché, incalza De Paolis, “tutte le rappresentanze sindacali hanno preteso la sospensione dell’efficacia, precondizione per avviare un ragionamento nel merito della riorganizzazione,che oggi volutamente non è stato affrontato”.

Bernardini e Morgante hanno assicurato che si faranno latori della richiesta al presidente della Regione, Marco Marsilio, Fratelli d’Italia e all’assessore Liris, oltre che agli altri componenti di Giunta.

E hanno fissato un nuovo incontro con i sindacati il  6 febbraio. Incontro che sarà del tutto inutile, se però prima la giunta non ritirerà le delibere.

Incalzata da questa testata De Paolis anticipa anche gli aspetti di merito, che ai sindacati non vanno affatto bene.

“Innanzitutto è una manovra troppo timida – spiega De Paolis -, si potevano tagliare ancora più servizi e postazioni dirigenziali. Questo perché anche con le assunzioni previste con il bando di marzo, molte dei servizi continueranno a rimanere scoperti, costringendo ancora una volta i dirigenti a coprirli ad interim, adiscapito della qualità del lavoro e dell’efficacia dell’azione amministrativa”.

Altra criticità ravvisata nelle delibere è che “ciascun direttore, senza coinvolgerci, ha ridefinito l’organizzazione interna del suo dipartimento, e poi ha consegnato la proposta alla Giunta. A nostro avviso anche qui è sbagliato il metodo, perché non c’è stata una visione d’insieme, e dunque, già da una prima analisi delle proposte, si ravvisano buchi e sovrapposizioni, nei vari ambiti di competenza. Da questa operazione non esce fuori un organismo amministrativo coerente e armonico”.

Terzo problema sollevato soprattutto dai segretari regionale della Funzione pubblica Paola Puglielli, Cgil, Vincenzo Traniello, Cisl, e Giuseppe De Angelis, Uil, è quello della collocazione geografica, nelle varie città abruzzesi, dei vari Servizi e Uffici.

Il rischio è infattiche con gli accorpamenti e i tagli, determinati territori saranno eccessivamente penalizzati. E le delibere non fatto in questo senso piena chiarezza. Una ragione in più per rimettere la palla al centro e ricominciare la partita. 

LA NOTA DELLA CGIL

Continua la grottesca pantomima in regione Abruzzo per quanto riguarda le relazioni sindacali. La G.R. d’Abruzzo, nonostante la condanna dell’Ente regionale per condotta antisindacale, continua imperterrita a violare le prerogative che la legge ed il contratto attribuiscono alle rappresentanze sindacali.

La Giunta regionale prima adotta gli atti e poi informa le Organizzazioni sindacali. Questa tardiva informazione, per altro carente, è di fatto priva di efficacia visto che la norma prevede che l’informativa, al fine di rendere il confronto tra le parti concreto e rispettoso dei ruoli di tutti, sia data preventivamente. E’ inutile, d’altronde, un confronto in relazione ad un atto adottato e definitivo, quindi non modificabile. Per questo ieri, unitariamente, le OO.SS. FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, DIRER e la RSU, hanno, in sede di riunione sindacale, chiesto che la Giunta regionale SOSPENDA con atto formale le Delibere inerenti la riorganizzazione dei Dipartimenti e Servizi per consentire un confronto leale e corretto con la RSU, le segreterie territoriali e le Confederazioni delle OO.SS., quest’ultime tenute all’oscuro di tutto.

E’ evidente, in merito, la violazione della Legge regionale 77/99 art.17, comma 2 che prevede appunto l’informativa preventiva anche alle Organizzazioni sindacali confederali. Quanto emerso ieri è, purtroppo, la dimostrazione ulteriore di come questa Amministrazione interpreti le Relazioni Sindacali.

Il confronto con le parti sociali non è rivolto ad acquisire osservazioni che potrebbero essere utili ad individuare atti amministrativi e politiche di riorganizzazione che siano attinenti alle necessità dei cittadini e, contestualmente, creino ambienti di lavoro sereni e produttivi per i dipendenti. L’impressione è quella che questa riorganizzazione sia conseguente ad una visione elitaria che ha tenuto fuori da ogni possibilità di partecipazione gli stessi Dirigenti e il personale tutto, che è poi quello che materialmente produce servizi.

La motivazione che l’informazione successiva sia stata determinata dall’urgenza non giustifica quanto accaduto, soprattutto in considerazione del fatto che sono mesi che le OO.SS. chiedono di incontrarsi su questo tema.

Giova quindi sottolineare che seppure si è concordato un calendario di incontri per il 6, 10 e 11 febbraio con contemporanea convocazione anche delle Confederazioni CGIL, CISL e UIL, dette intese saranno rispettate dalle rappresentanze sindacali qualora sia precedentemente approvato l’atto di Giunta con il quale si sospendono le delibere già adottate in materia di riorganizzazione e si dia disponibilità a valutare eventuali modifiche alle stesse.

Diversamente saremo costretti nuovamente a rivolgerci agli organi competenti per tutelare le prerogative sindacali a nostro avviso già violate.