L’AQUILA – Il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi, di rimpasto non vorrebbe neppure sentir parlare, lasciando tutto com’è, fino alle elezioni della primavera 2024, dove potrebbe anche ambire alla ricandidatura. Taccia infatti di fake news ogni indiscrezione al riguardo. Eppure l’indigesto passaggio, archiviate le amministrative di giugno e le politiche del 25 settembre, andrà ora affrontato. E non si tratterà solo di sostituire, gioco forza, il neoeletto senatore di Fdi Guido Quintino Liris, che ha finora ricoperto la carica di assessore regionale a Bilancio e Personale.

A scalpitare è infatti innanzitutto Forza Italia, che con il presidente del consiglio Lorenzo Sospiri, ha chiesto maggior peso a Marsilio, nel corso di una riunione di pochi giorni fa di cui si è discusso del pdl a firma dello stesso presidente, che prevede la riforma della legge elettorale, con l’istituzione di un collegio unico al posto degli attuali quattro, e la tripla preferenza. Proposta che già riceve bordate dalle opposizioni.

Più “peso”, ovvero un secondo assessorato, a discapito della Lega, che ne ha quattro, o anche la presidenza di un ente regionale, a cominciare nelll’Agenzia regionale delle attività produttive, (Arap), dove è in scadenza Giuseppe Savini.

Che la richiesta sia stata formulata per voce di Sospiri, non è stato certo un caso: entro l’anno, secondo voci insistenti, sarà lui il nuovo segretario regionale degli azzurri, al posto di Nazario Pagano, rieletto deputato, e Sospiri già da ora guida le danze, in un ruolo che si è conquistato contribuendo a rinforzare il partito sia in consiglio che alle ultime elezioni politiche.  Mancata per poco l’elezione a senatore, si potrà dedicare anima e corpo al rilancio degli azzurri abruzzesi.

Argomento tetragono degli azzurri è infatti il loro vantare all’Emiciclo, sei consiglieri di “fatto”, dai tre che erano stati eletti nel 2019, con Umberto D’Annuntiis, che poi è passato a Fratelli d’Italia: oltre al capogruppo Mauro Febbo e al presidente Sospiri, i tre “federati” di Valore Abruzzo, Simone Angelosante, Emanuele Marcovecchio e Antonio Di Gianvittorio e il vice presidente del consiglio, Roberto Santangelo, diventato, seppure come indipendente, stretto alleato degli azzurri.

Dall’altra parte c’è la Lega che alle politiche ha perso terreno alle politiche, e ha maggiore difficoltà a fare la voce grossa, e nel corso della legislatura ha perso 3 consiglieri su 10, proprio quelli di Valore Abruzzo, entrati in collisione con il segretario regionale Luigi D’Eramo, non rieletto deputato, e che ha dovuto affrontare anche dissensi interni al partito.

C’è da scommettere ad occhi chiusi che però la Lega farà le barricate davanti ad una simile ipotesi, con la maggioranza che rischia dunque di tornale nel pantano, come in occasione del primo rimpasto di due anni fa.

A voler tornare in giunta è intanto il capogruppo Febbo, defenestrato nell’ottobre del 2020 su volere della Lega, al posto dell’assessore esterno di Fi Daniele D’Amario, che resterebbe comunque in consiglio a fare il capogruppo, come “surrogato” di Febbo, come primo dei non eletti a Chieti.  In questo caso si tratterebbe di un passaggio di consegne interno e indolore. Lo scontro si attiverebbe invece per la conquista di uno degli assessorati della Lega, ad oggi ad appannaggio del vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente, che ha la delega all’Agricoltura, Pietro Quaresimale, Lavoro e Formazione, Nicoletta Verì,  Salute, e Nicola Campitelli, Energia, Rifiuti e Urbanistica.

A “sostituire” Liris in consiglio sarà intanto Mario Quaglieri, eletto nella Marsica, finora subentrato allo stesso Liris, diventato assessore, come “surrogato” e in qualità di primo dei non eletti a marzo 2019. E per Quaglieri che è anche presidente della quinta commissione Sanità, ci potrebbe essere anche il doppio salto visto che potrebbe sostituire Liris nella giunta regionale. A quel punto, il capo di gabinetto della Giunta Marsilio, Massimo Verrecchia, dirigente di Fdi di Avezzano, farebbe il suo ingresso in Consiglio, come surrogato di Quaglieri.

Al posto del pescarese, capogruppo di Fdi, Guerino Testa, eletto deputato, entrerà invece Leonardo D’Addazio,  pennese, dipendente della Roman Style Brioni e sindacalista di punta della Cisl, che nel 2019 ha preso 791 voti.

Con buona pace di Marsilio, che vorrebbe una legge elettorale con collegio regionale unico, per mettere fine ai campanilismi, si apre poi un problema molto sentito da un altro uomo forte di Fdi, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: il capoluogo di regione con la partenza per Roma di Liris, perde un uomo in giunta, e per di più si rafforza la Marsica, con l’ingresso di Verrecchia, e l’eventuale promozione in giunta di Quaglieri.

E allora la via di uscita sarebbe quella della nomina di un assessore esterno, aquilano e di Fratelli d’Italia, indicato da Biondi. C’è però un piccolo problema, di assessore esterno lo statuto ne prevede uno soltanto, e quel posto è ora occupato da  D’Amario, che come detto dovrebbe lasciare però il posto a Febbo.