L’AQUILA – “Il progetto di legge di riperimetrazione della riserva naturale del Borsacchio sarà all’ordine del giorno della Seconda commissione giovedì 26 gennaio, in occasione di una riunione che si terrà a Roseto”.

Lo annuncia il Capogruppo di Fli in Consiglio regionale, Berardo Rabbuffo.

“Ho fortemente voluto – spiega Rabbuffo – insieme ad altri colleghi come il presidente Luca Ricciuti, Claudio Ruffini e Franco Caramanico, che si facesse una commissione direttamente nell’area interessata dall’attuale riserva del Borsacchio. I colleghi commissari avranno modo così di prendere visione della realtà dei luoghi, cioè di un parco che comprende zone antropizzate e attività economiche che nessuna logica trova giusto continuare a tenere ancora all’interno del perimetro”.

“Saranno coinvolte – continua Rabbuffo – anche le amministrazioni locali come il Comune di Giulianova, il Comune di Roseto, la Provincia di Teramo e l’Ater, tutti avranno la possibilità di verificare le incongruenze esistenti per alcune zone: il quartiere dell’Annunziata a Giulianova, ad esempio, in cui non si riesce a dare attuazione al contratto di quartiere che darebbe notevoli benefici agli abitanti della zona, a causa delle norme di salvaguardia che vanno a vincolare un’area dove è assurdo e dannoso che sia previsto un vincolo ambientale, i campeggi di Giulianova e Roseto in cui non è permesso effettuare lavori di ammodernamento necessari per la prosecuzione delle attività, sempre per gli stessi motivi; le zone abitate come Cologna e contrada Giammartino, in cui non possono essere realizzati banali interventi edilizi per installare ascensori per disabili o piccoli ampliamenti, consentiti per esempio in altre zone dal piano casa”.

“Il fosso Borsacchio, che se pure dà il nome alla riserva – aggiunge Rabbuffo – si presenta, dalla statale Adriatica, come è in realtà, ovvero un canale in cemento che non ha nessuna valenza ambientale e che fortunatamente solo ora si sta ripulendo. Vedremo poi ciò che giustamente deve essere preservato e tutelato, la zona della Mazzarosa e la collina retrostante, oltre all’area in cui la riserva verrebbe ampliata, da adibire, nel nuovo futuro Pan, a zona utilizzata per attività cinofile”.

“In definitiva – conclude l’esponente di Fli – se facciamo prevalere il buon senso e non le chiusure ideologiche, avremo una vera Riserva Regionale Guidata più grande del perimetro attuale, che contiene la villa Mazzarosa, l’arenile e la pianura circostanti, la zona collinare da cui si vede il mare e le colline retrostanti, con l’intento non solo di tutelare ma soprattutto di valorizzare questo territorio come volano anche per il turismo”.