L’AQUILA – Vento di rivolta ai piani alti della burocrazia regionale: il Direr, il sindacato dei dirigenti e dei quadri direttivi delle Regioni, a poche dal rinnovo delle sue cariche regionali, si è riunito oggi in un’infocata assemblea e ha minacciato di rivolgersi al giudice del lavoro per ottenere il pagamento dei premi di risultato, che si aggiungono allo stipendio base, relativi al 2012 e 2013, che sono stati congelati dall’assessore al bilancio Silvio Paolucci, che ha chiesto una verifica sul giudizio dell’Organismo indipendente di valutazione (Oiv), e delle per lui sospette pagelle con il massimo dei voti per la stragrande maggioranza dei giudicati. Paolucci non firmato la delibera, che avrebbe sbloccato i 900 mila euro necessari, per premi che possono arrivare fino ai 6 mila euro per ciascun dirigente.
E non solo, i dirigenti chiedono che vengano al più presto approvate le delibere di giunta con cui devono essere accantonati i circa 5 milioni di euro per pagare le retribuzioni di posizione e risultato, relative al 2014 e 2015.
Infine il sindacato esprime forte preoccupazione per i ritardi della riorganizzazione della macchina burocratica, visto che 7 dirigenti sui 92 totali, ancora non hanno un incarico e precise mansioni da svolgere nei nuovi sette dipartimenti.
Contattata da AbruzzoWeb Silvana De Paolis,dirigente regionale e segretario nazionale Direr, mostra grande determinazione nella battaglia dei premi di produzione congelati del 2012 e 2013, e dei fondi non ancora accantonati per pagare la dirigenza per l’annualità 2014 e 2015, su cui ancora non è stata fatta la valutazione dell’Oiv.
“Come sindacato – incalza la De Paolis – stiamo inviando una lettera di sollecito al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e all’assessore Paolucci, poi nei prossimi giorni chiederemo un incontro. Se Paolucci ha dei dubbi sulle valutazioni dell’Oiv, rienute troppo generose, possiamo aiutarlo a fugare questi dubbi uno ad uno, carte e numeri alla mano. Se non ci saranno le risposte che auspichiamo – aggiunge De Paolis – allora andremo per le vie legali, perché quelle indennità di risultato relative al 2012 e 2013 non ancora pagate sono un diritto acquisito, essendoci già stata una valutazione e quantificazione da parte dell’Oiv. Mentre gli accantonamenti per il 2014 e 2015 sono previsti dal contratto nazionale, ed ad oggi dunque la Regione Abruzzo sta commettendo un grave omissione”.
Basta poi parlare di privilegi, come tra le righe ha fatto anche Paolucci, perchè incalza De Paolis “ il cosiddetto premio di produzione è una componente della retribuzione di un dirigente, prevista da un contratto nazionale di lavoro. Inoltre voglio ricordare che i dirigenti abruzzesi guadagnano meno di tanti loro colleghi, tanto è vero che sono state molte le alte professionalità che hanno rinunciato a venire lavorare in Regione Abruzzo, a declinare l’invito di D’Alfonso. E questo perché nel settore privato, in tante altre Regioni e settori della pubblica amministrazione le retribuzioni sono molto più alte”.
Insomma, per la De Paolis l’impressione è che i dirigenti siano oggetto “di una delegittimazione, di un pregiudizio ideologico, tanto è vero che la classe politica tende a scaricare su di loro problemi e criticità, le cui responsabilità andrebbero invece per lo meno equamente suddivise”.
E a proposito di responsabilità della classe politica: il sindacato torna a denunciare che sono ancora 7 i dirigenti che non hanno avuto un incarico a causa dei ritardi della riorganizzazione dei 7 nuovi dipartimenti, di cui i capi dipartimento devono proporre alla Giunta regionale un’articolazione in più unità organizzative, dette “servizi”, in base alle molteplici funzioni e settori della vita pubblica di cui il dipartimento si dovrà occupare.
“Sollecitiamo un definitivo assetto della macchina regionale – speiga De Paolis – abbiamo dirigenti che da dicembre non hanno un incarico, e questo crea problemi di efficienza e programmazione e a pagare sono i cittadini che da noi giustamente esigono celerità ed efficienza. E’ assurdo – incalza la sindacalista- che ci siano dirigenti interni che ancora non sanno di cosa di devono occupare, mentre sono stati chiamati dirigenti esterni che sono già inseriti nell’organico con una mansione determinata”.
A sollevare il problema anche il consigliere di Forza Italia Paolo Gatti, vice presidente del consiglio, con un’interrogazione a cui l’assessore Paolucci ha risposto che entro il 1 di aprile, l’assetto dei dipartimenti e relativi servizi sarà definitiva e completa in tutti suoi ranghi.
“Speriamo non si tratti un pesce di aprile…” commenta ironicamente de Paolis. Filippo Tronca





